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Cisl: nella Legge di stabilità pochi investimenti per una ripresa robusta

"Nella Legge di stabilità gli investimenti sono purtroppo insufficienti per pensare che la ripresa possa irrobustirsi". E' quanto ha sostenuto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenuta, alla conferenza nazionale organizzativa programmatrice della Cisl, a una tavola rotonda con il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta. "La lezione di Draghi - ha osservato - è stata compresa prima dai sindacati che dai governanti". Quindi, ha argomentato ancora, poichè "la politica monetaria non può fare tutto, tocca alla politica creare le condizioni necessarie al rafforzamento dell'economia reale. Per questo - ha sottolineato - bisogna avviare la rottamazione del fiscal compact e puntare su un investment compact: da solo il Piano Juncker è troppo debole". Sempre riferendosi alla Legge di stabilità, Furlan ha criticato il taglio previsto dalla normativa ai finanziamenti per i Caf e Patronati che "colpiranno solo i più deboli della società, cioè lavoratori e pensionati che sono i primi contribuenti italiani: speriamo in un ripensamento dal Governo e dal Parlamento che, invece, dovrebbe pensare a definire i criteri di qualità dei Patronati e del servizio ai cittadini".

La Cisl è l'unico sindacato che ha continuato a colloquiare con Confindustria: tutti "gli altri si sono defilati". Ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, durante il dibattito. "Con la Cisl - ha spiegato Squinzi - il rapporto è sempre stato costruttivo, ed è l'unico sindacato che ha continuato a colloquiare con noi.Quindi è mio dovere essere qui a colloquiare di persona".

Ha proseguito Squinzi. "Il Governo ha parlato sempre molto di spending review, da Cottarelli ad oggi, con un visione chiara e determinata. Ma in questa legge di stabilità non mi sembra ci sia quella determinazione feroce del Governo invece, assieme alle riforme, è un intervento assolutamente necessario per il Paese". Quindi, ha aggiunto, "alla classe politica dico: tutti insieme, parti sociali e politica iniziamo a gestire il Paese non sulla base delle prossime elezioni ma sulla base delle prossime generazioni".

 

( 18 novembre 2015 )

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