Rinnovare i contratti nazionali della sanità privata per evitare che le conseguenze disastrose sull’assistenza sanitaria e sociosanitaria del nostro Paese ricadano sui cittadini che ogni giorno si affidano alle strutture sanitarie private accreditate e alle RSA, in particolare gli anziani, le persone non autosufficienti, i pazienti fragili e le loro famiglie, affinchè siano garantite cure sicure, appropriate e di qualità, elemento che dovrebbe essere la priorità assoluta di tutti gli attori istituzionali e del sistema sanitario: questo l'obiettivo di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp che, per bocca dei rispettivi segretari generali, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, hanno deciso di manifestare con un presidio in programma il 24 luglio davanti al ministero della Salute. “Da otto anni nella sanità privata e da quattordici nelle RSA, oltre 300 mila professioniste e professionisti attendono il rinnovo del contratto nazionale. Un ritardo - hanno affermato - ormai intollerabile che continua ad aggravare una crisi strutturale fatta di organici insufficienti, turni sempre più gravosi, ferie sistematicamente negate o rinviate e condizioni di lavoro che mettono a dura prova chi ogni giorno garantisce servizi essenziali alla collettività”.
Altro dato importante è la progressiva perdita di attrattività delle professioni sanitarie e sociosanitarie nel comparto privato accreditato e nelle RSA che genera una carenza di personale oramai cronica, visto che sempre più professioniste e professionisti scelgono di lasciare queste strutture o rifiutano nuove assunzioni perché continuano a essere penalizzati da contratti nazionali scaduti da anni e da trattamenti economici significativamente inferiori, costretti a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti.
Una situazione le cui responsabilità, secondo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp, sono da attribuire non solo alle associazioni datoriali AIOP e ARIS ma anche al ministero della Salute e alle Regioni che finanziano con ingenti risorse pubbliche il sistema della sanità privata accreditata e delle RSA e ne disciplinano il sistema degli accreditamenti istituzionali. A loro si rivolgono i sindacati per chiedere un deciso cambio di passo. “Chi beneficia di risorse pubbliche - sottolineano - deve essere tenuto al pieno rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Per questo riteniamo necessario introdurre regole vincolanti che subordinino il rilascio e il mantenimento dell’accreditamento con il Ssn al rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro e al loro rinnovo con tempistiche coerenti con quelle previste per il personale della sanità pubblica.
«Per queste ragioni - proseguono Bozzanca, Chierchia e Longobardi - la mobilitazione prosegue con ancora maggiore determinazione. Il prossimo 24 luglio saremo nuovamente in presidio davanti al ministero della Salute per chiedere il rinnovo immediato dei contratti della sanità privata e delle RSA, il rafforzamento degli organici, il pieno rispetto del diritto alle ferie e l’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione: una battaglia che riguarda il diritto alla salute dei cittadini, la dignità del lavoro e il futuro del sistema sanitario e sociosanitario del nostro Paese.
Una battaglia che, per i sindacati, risulta fondamentale al fine di valorizzare i professionisti del settore e fornire assistenza di qualità. “Chi cura deve essere messo nelle condizioni di farlo con competenza, serenità e dignità - continuano - perché dalla tutela del lavoro dipende anche la tutela della salute delle persone”. Per questo Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp chiedono ad AIOP e ARIS di aprire immediatamente il confronto per il rinnovo dei contratti, e al ministero della Salute e alle Regioni di esercitare il proprio ruolo di indirizzo e di garanzia affinché nessuna struttura che opera grazie a finanziamenti pubblici possa continuare a fondare il proprio equilibrio economico sul mancato rinnovo dei contratti nazionali.
Anna Taverniti

