Aprire un confronto stabile sulle prospettive dell’automotive, uno dei comparti più strategici per l’economia piemontese. È questo l’obiettivo dell’Osservatorio strategico promosso dalla Regione Piemonte su richiesta dalle organizzazioni sindacali. Al primo incontro hanno partecipato il vicepresidente e assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, l’assessore alla Formazione, Daniela Cameroni, e l’assessore alle Attività produttive, Andrea Tronzano, insieme ai rappresentanti di Fismic Confsal, Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Uglm e Associazione Quadri Fiat. Il tavolo ha rappresentato un primo momento di confronto sulle criticità del settore, con particolare attenzione al futuro di Mirafiori e agli effetti della transizione dell’industria automobilistica, con l’obiettivo di individuare strumenti a sostegno della filiera e dell’occupazione. “L’automotive rappresenta un pilastro dell’economia piemontese e il suo futuro riguarda migliaia di lavoratori e l’intera filiera produttiva” hanno sottolineato il presidente della Regione, Alberto Cirio e gli assessori presenti all'incontro. Vogliamo costruire insieme risposte concrete e portare al tavolo nazionale convocato dal ministro Adolfo Urso le istanze emerse dal confronto con il territorio”. L’Osservatorio proseguirà nelle prossime settimane, a partire dall’aggiornamento successivo all’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di mantenere un dialogo stabile con le parti sociali e accompagnare la trasformazione del comparto tutelando produzione e occupazione. “È importante che questo Tavolo diventi incisivo - hanno affermato i sindacati in una nota unitaria - e soprattutto uno strumento capace di accompagnare lo sviluppo del sistema produttivo piemontese condividendone l’operatività e le strategie tese alla salvaguardia. L’obiettivo deve essere quello di costruire una politica industriale che affianchi la gestione delle crisi con una maggiore capacità di prevenirle, rafforzando competitività, investimenti e occupazione”.
Intanto, secondo l’ultimo rapporto Fim sulla produzione in Italia di Stellantis, nel primo semestre 2026 a Mirafiori sono state prodotte 36.048 unità (+135,4%), rispetto alle 15.315 unità rilevate nel 2025. La totalità dei volumi dello stabilimento torinese, sono rappresentati dalle due versioni della nuova 500: full-electric e la ibrida. Il debutto produttivo della 500 ibrida rappresenta un risultato concreto delle azioni sindacali messe in campo e costituisce un elemento fondamentale per il mantenimento della missione produttiva del sito. Questo passo ha permesso di invertire il trend negativo determinato dalla contrazione dei volumi della 500 elettrica. Grazie all’incremento della produzione, a febbraio sono state inserite 600 nuove risorse e da marzo 2026, è partito un secondo turno lavorativo, avviando così il graduale superamento della cassa integrazione. Inoltre, l’azienda ha comunicato di recente un’ulteriore fermata produttiva, prevista dal 27 luglio al 31 luglio, da coprire con giorni di ferie. Le motivazioni riferite sono la mancanza di alcuni componenti fondamentali e l’incapacità dei fornitori a sopperire alle necessità di approvvigionamento. Questa comunicazione arriva dopo una serie di interventi che hanno già inciso pesantemente sull’organizzazione del lavoro: l’abbassamento della capacità produttiva, le giornate di “senza lavoro”, i ponti lunghi coperti da Par (Permessi annui retribuiti) e ora l’introduzione della quarta settimana di ferie. “Una sequenza di fermate che desta profonda preoccupazione per il futuro dello stabilimento - è il parere del segretario generale Fim Cisl Torino-Canavese, Rocco Cutrì - per la tenuta produttiva complessiva e, in particolare, per i giovani somministrati che vivono una condizione di forte incertezza e la questione delle forniture convince solo parzialmente”. Infine, è sempre di queste settimane la notizia di un nuovo piano di uscite incentivate, sempre su base volontaria, nel polo torinese di Stellantis. Si tratta di 120 unità per gli Enti Centrali e 6 per Services. A fronte di queste uscite sono stati assunti 143 dipendenti nel 2025 e 121 nel 2026 più 127 ancora da concretizzare su ingegneria.
Rocco Zagaria

