Martedì 16 giugno 2026, ore 1:31

Industria

Cronoprogramma chiaro per la riconversione dello stabilimento Eni Versalis di Brindisi

Era ottobre dello scorso anno quando, a Governo e sindacati, l’Eni formalizzò attraverso la presentazione di un piano di trasformazione, la dismissione dei cracking in Italia, la chiusura anticipata a marzo 2025 degli impianti prima di Brindisi - con il solo mantenimento in marcia della linea del polietilene - poi di Priolo; ed un piano reindustrializzazione nei due territori, di circa 2 miliardi, da realizzare entro il 2028. Tecnicamente il cracking nel contesto di Eni/Versalis, che è la divisione chimica di Eni, è un processo termochimico che utilizza calore e, in alcuni casi, catalizzatori per rompere i legami chimici delle molecole di idrocarburi, come benzine, solventi e gas combustibili. 

Per entrambi i territori, obiettivo dell’Eni era mantenere l’attuale intensità industriale, ridurre le emissioni di CO2 di circa 1 milione di tonnellate, pari al 40 per cento delle emissioni di Versalis in Italia, garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, compresi quelli dell’indotto. A seguire, il 10 marzo venne sottoscritto un Protocollo d’intesa tra Eni/Versalis, sindacati e Mimit per la riconversione industriale dello stabilimento di Brindisi, con un focus sulla transizione verso tecnologie sostenibili e garanzie su investimenti, intensità industriale e livelli occupazionali. 

Tra i contenuti dell’intesa, la riconversione, attraverso la creazione di una gigafactory di accumuli stazionari ed un impianto di riciclo meccanico per il recupero di materiale delle batterie dismesse, chiudendo così il ciclo e contribuendo alla transizione verso l’accumulo di energia, in collaborazione con Seri Industrial S.p.A.  Ulteriori impegni, la costituzione della società Eni Storage System Brindisi, con Eni socio di maggioranza e l’istituzione di un tavolo di coordinamento e monitoraggio con il Mite, le amministrazioni centrali e locali, oltre a periodici tavoli tecnici paritetici tra l’azienda e le organizzazioni sindacali per monitorarne lo svolgimento.

“Abbiamo sottoscritto il Protocollo convinti che una svolta industriale al nostro territorio andava assicurata, esercitando partecipazione e corresponsabilità sociale, tutelandoci con ogni tipo di garanzia sia occupazionale sia di obiettivi da realizzare - dichiara Marcello De Marco, segretario generale Femca Cisl Taranto Brindisi - ora continuiamo a marcare stretto tutte le aziende che hanno proposto investimenti affinché siano realizzati”. Tra queste, Eni/Versalis il cui progetto porterà alla realizzazione della già citata gigafactory che comprenderà, al suo interno, tre impianti ed impiegherà non meno di 600 lavoratori diretti, come assicurato dalla stessa Eni.

“Auspichiamo che si proceda celermente, anche anticipando in parte tale investimento, come pure la costituzione della nuova joint venture tra Eni e Seri Industrial S.p.A. per garantire quella continuità lavorativa da noi sempre considerata irrinunciabile - annota Luigi Spinzi, segretario generale della Ust, il quale evoca “l’urgenza di un crono programma chiaro e preciso che veda esercitare responsabilità sociale al Governo, considerata sia la presenza dello Stato per il 30% in Eni/Versalis sia l’ammontare degli investimenti stanziati. Al contempo, rivendichiamo il diritto alla cassa integrazione per i dipendenti delle aziende in appalto del comparto della chimica, soluzione percorribile dichiarando Brindisi, come più volte da noi richiesto, Area di crisi complessa”.

Massimo Caliandro
 

( 28 luglio 2025 )

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