Nessuna risposta del governo su Ex Ilva. Fim-Fiom-Uilm: avevano più volte sollecitato la convocazione, da parte del Governo a Palazzo Chigi, per conoscere lo stato della discussione sul futuro della più grande azienda siderurgica italiana e sul destino di 20mila persone. Di conseguenza i segretari generali di categoria confermano per il 9 marzo prossimo l’autoconvocazione a Roma a Palazzo Chigi delle rappresentanze dei lavoratori di tutti gli stabilimenti e dell’indotto ex Ilva Ad, oggi, siamo ancora fermi al cosiddetto “Piano corto”, presentato dal Governo nell’ultimo incontro dello scorso 18 novembre - spiegano Fim Fiom Uilm - che non prevede alcuna prospettiva oltre il prossimo mese di marzo. Inoltre, dal Governo è arrivata esclusivamente la convocazione per proroga della cassa integrazione, atto dovuto per legge per 4.550 lavoratori, oltre ai circa 1.500 in Ilva in AS ed alle migliaia di lavoratori del sistema degli appalti, che non risolve i problemi ma li drammatizza ulteriormente. Intanto Stellantis ha comunicato che i risultati del 2025 sono stati negativi sul versante delle consegne, del fatturato, della redditività e del cash flow. Questo ha comportato il mancato raggiungimento del livello minimo di Aoi europeo, indispensabile per la erogazione del premio. Analogamente il premio non sarà erogato in quasi tutti gli Stati in cui la multinazionale è presente, con l'eccezione del Sud America, dell'Africa e del Medio Oriente". Lo affermano, in una nota, Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Associazione Quadri Fiat. "Stellantis ha inoltre respinto la richiesta sindacale di riconoscere almeno un'erogazione una tantum - rendono noto i sindacati - affermando che tutte le risorse sono oggi impegnate nel tentativo di rilanciare l'azienda, di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e di superare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Benché la notizia fosse stata in qualche modo anticipata dalle precedenti comunicazioni aziendali relative all'andamento dello scorso anno, su cui si misura il premio, esprimiamo grande amarezza per il mancato riconoscimento ai lavoratori di una somma che negli scorsi anni ha costituito una parte significativa della retribuzione, e profonda preoccupazione per il futuro. Confidiamo che il lavoro del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, possa al più presto risollevare le sorti del gruppo, come sembrano attestare i primi segnali di miglioramento colti a fine 2025. Ci auguriamo inoltre che l'Unione Europea sia capace di ammettere gli errori commessi nel regolamentare la transizione all'elettrico, errori che hanno innescato nel settore automotive una crisi senza precedenti e che devono essere corretti prima che sia troppo tardi. Chiediamo a Stellantis di puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane". "Allo stesso tempo - aggiungono i sindacati - chiediamo all'Unione Europea di adottare i principi di neutralità tecnologica e di libertà di scelta dei consumatori, nonché di abolire immediatamente il famigerato sistema delle multe. Le vetture ibride possono oggi rappresentare una soluzione intelligente sotto il profilo industriale, ambientale e per i consumatori, e non vi è alcuna ragione per continuare a penalizzarle a livello europeo". Infine - sempre nel settore metalmeccanico - Il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici è stato approvato con il 93,13% dei voti favorevoli su oltre 852 mila lavoratori coinvolti in più di 7.500 aziende. Lo ha sottolineato il Segretario generale della Fim Cisl, Ferdinando Uliano, intervenendo al Consiglio generale Fim Cisl mercoledì a Roma. “Il percorso di approvazione ha rispettato tutte le regole della democrazia rappresentativa e diretta dalla valutazione della delegazione trattante fino al referendum certificato. Il consenso ampio e diffuso, conferma la consapevolezza dei lavoratori rispetto al valore dell’intesa raggiunta dopo 17 mesi di negoziato”. Un contratto, che secondo il leader Fim porta salario fresco, diritti e innovazione contrattuale. Il contratto - sottolinea - rafforza la tutela del potere d’acquisto, con aumenti salariali legati all’inflazione e incrementi aggiuntivi, oltre all’introduzione di una clausola di garanzia annuale. Un risultato che, secondo Uliano, “diventa un modello per contrastare l’impoverimento dei salari nel Paese”. Accanto alla parte economica, l’intesa introduce importanti innovazioni normative: - stabilizzazione dei contratti precari e interventi sullo staff leasing; - rafforzamento delle regole negli appalti contro i contratti pirata; - nuove misure su salute e sicurezza, con strumenti di prevenzione e break formativi obbligatori; - primo passo concreto verso la riduzione dell’orario di lavoro (8 ore sui cicli a 21 turni); - potenziamento dei comitati di partecipazione e dei diritti di informazione; - rilancio delle politiche di genere e delle commissioni pari opportunità. “Non è un contratto solo salariale - ha precisato Uliano - perché salario e diritti rappresentano insieme la dignità delle persone”. Ora bisogna lavorare per la piena applicazione dell’accordo in tutte le realtà produttive. “Il contratto deve vivere nelle fabbriche: commissioni, diritti e innovazioni non possono restare sulla carta. Serve una stagione di gestione e attuazione concreta, con un’azione coordinata di Fim, Fiom, Uilm”. Uliano ha inoltre annunciato l’apertura di una nuova fase di contrattazione aziendale, individuando alcune priorità condivise: riduzione dell’orario di lavoro, piena applicazione dell’inquadramento professionale, contrasto alle differenze salariali di genere. Accanto a questo, la Fim Cisl chiede un’iniziativa forte sulle politiche industriali, di fronte alla crisi che attraversa il settore metalmeccanico in Italia e in Europa.
Cecilia Augella

