L'ex Ilva resta al centro di una partita industriale, ambientale e giudiziaria sempre più complessa. Da un lato il Governo interviene per evitare che la gestione dei rifiuti e delle discariche interne allo stabilimento possa fermare la produzione. Dall’altro, a Milano, la Procura riapre il fronte giudiziario sulla gestione dell’ex gruppo siderurgico.
Il Consiglio dei ministri ha approvato una norma urgente sulle garanzie finanziarie richieste per le attività di gestione dei rifiuti. La disposizione interviene sulla disciplina delle garanzie per le imprese in amministrazione straordinaria che gestiscono impianti di interesse strategico nazionale. Per queste società la garanzia potrà avere una durata non inferiore a un anno, anche quando l’autorizzazione abbia una durata superiore. La garanzia sarà considerata conforme ai requisiti di legge per il periodo della sua efficacia. È questo il passaggio che consente di superare l’ostacolo che aveva portato alla diffida del ministero dell’Ambiente.
La Provincia di Taranto aveva infatti ritenuto inadeguate le garanzie presentate nei mesi scorsi da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Il nodo riguardava in particolare la durata delle garanzie finanziarie relative alla gestione dei rifiuti e delle discariche dello stabilimento. Secondo il Governo, le amministrazioni straordinarie incontrano oggettive difficoltà nel reperire sul mercato garanzie bancarie o finanziarie di lunga durata. La nuova norma punta quindi a preservare la funzionalità degli impianti siderurgici mentre prosegue la procedura di vendita.
La questione era diventata urgente dopo la decisione del Mase di sospendere, dal 20 agosto, le attività di gestione dei rifiuti. Lo stop avrebbe avuto conseguenze anche sulle attività produttive collegate. Il ministero aveva fissato al 31 agosto il termine entro il quale adeguare le garanzie finanziarie. In assenza di adeguamento, la sospensione sarebbe stata prorogata fino alla soluzione delle contestazioni. La norma approvata dal Cdm interviene dunque prima della scadenza, modificando il quadro di riferimento. Sul piano industriale, il Governo rivendica ora la necessità di mantenere operativi gli impianti mentre si cerca una soluzione definitiva. Il ministro Adolfo Urso ha annunciato la convocazione del tavolo a Palazzo Chigi nei prossimi giorni: “Sappiamo che è una grande sfida” afferma, indicando nella piena unità con sindacati, imprese ed enti locali la condizione per affrontarla. “Possiamo farcela”conclude il ministro.
E mentre si cerca di garantire la continuità produttiva, sul gruppo si apre un nuovo fronte giudiziario. La Procura di Milano ha infatti avviato una nuova inchiesta per bancarotta fraudolenta sulla gestione dell’ex Ilva. Nel registro degli indagati è stata iscritta Lucia Morselli, ex presidente e amministratrice delegata di ArcelorMittal Italia e poi di Acciaierie d'Italia. L’indagine nasce da una relazione presentata a giugno dai commissari straordinari alla Procura milanese dove sarebbero state segnalate ipotesi di condotte distrattive e falsi in bilancio. L’ipotesi investigativa dovrà ora essere verificata attraverso gli accertamenti della magistratura. Il quadro che emerge è quindi quello di una vertenza ancora lontana dalla soluzione. La priorità immediata è evitare nuovi blocchi produttivi e garantire la continuità degli impianti ma sul tavolo restano le questioni ambientali, le garanzie occupazionali e il futuro industriale del siderurgico.
Sara Martano

