A volte ritornano. E purtroppo, stavolta, torna l'incubo liquidazione per la ex Saga Coffee: un pericolo che pareva scongiurato per i 131 lavoratori. Dopo la protesta simbolo di tre anni fa - 97 giorni di presidio sotto la neve - in queste ore, nelle assemblee dei lavoratori, sono emersi i primi dettagli di una situazione che ribalta quanto ottenuto quando l'azienda fu salvata e ceduta ad una cordata di imprenditori lombardi, i titolari di Tecnostamp e Minifaber, il brianzolo Alessandro Triulzi e il bergamasco Raffaello Melocchi. A seguito di contatti, non con la proprietà, ma con i legali della società - spiegano i sindacati - abbiamo appreso che il socio di maggioranza di Gaggio Tech, Triulzi, ha assunto la decisione, in assoluta clandestinità, di mettere l'azienda in liquidazione volontaria. Questo atto scellerato determina, di conseguenza, una situazione estremamente complessa per tutti i lavoratori e il territorio dell'Appennino. Immediatamente abbiamo informato l'assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia, richiedendo la convocazione urgente di un incontro con i soci e il liquidatore, a cui è stato conferito il mandato. La Regione ha risposto immediatamente convocando per domani un tavolo ed ha anche bloccato il versamento dei fondi regionali stanziati per favorire l'operazione di rilancio dell'ex Saga Coffee, circa 1,3 milioni. Fim-Cisl Fiom-Cgil Bologna, ed Rsu prendono posizione senza mezzi termini sulla decisione dei vertici.
"A seguito di contatti, non con la proprietà, ma con i legali della società - viene evidenziato - abbiamo appreso le decisioni clandestine che il socio di maggioranza di Gaggio Tech ha assunto.
Quanto al socio di minoranza, "che ha manifestato la volontà di proseguire con il suo progetto industriale, (che comprenderebbe circa 30 lavoratori), dichiariamo la nostra disponibilità a un confronto per il salvataggio della parte di azienda di sua competenza".
Invitiamo Triulzi - hanno sottolineato i sindacati - a presentarsi davanti alle Istituzioni di questa Regione, che gli hanno dato fiducia nell'acquisizione della Saga Coffe, e a spiegare le ragioni di questa scelta vile nei modi e incomprensibile dal punto di vista industriale.
"La dignità e il coraggio dei lavoratori delle lavoratrici, ampiamente dimostrati nella storica vertenza Saga Coffee lottando contro una multinazionale - concludono Fiom e Fim - sapranno manifestarsi se necessario anche con questo fantomatico industriale e con questo capitalismo straccione".
Alla luce della scelta dei vertici di chiedere la messa in liquidazione della società "i lavoratori di Gaggio Tech meritano ogni nostro sostegno, così come il nostro Appennino. Stiamo seguendo con grande preoccupazione l'evolversi della situazione". "La richiesta di liquidazione volontaria - prosegue Paglia - ci lascia senza parole. Si tratta di una notizia inattesa, pur in un quadro complesso dal punto di vista produttivo, che ci impone di assumere un'iniziativa. Domani verificheremo ogni strada - conclude l'assessore - così che possa portare alla continuità dell'attività aziendale senza disperdere, per quanto possibile, gli interventi fatti in questi tre anni".
Ce.Au.

