I lavoratori del Gruppo GS (New Princes) ex Carrefour, hanno dichiarato lo stato di agitazione e assemblee in tutti i luoghi di lavoro. È la risposta di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs all’interruzione del confronto da parte del presidente Angelo Mastrolia, che ha annunciato il blocco delle relazioni sindacali e del percorso di assunzione del personale in appalto nella società controllata New Services.
Al centro della rottura le dichiarazioni del presidente sul comportamento dei dipendenti, indicati genericamente come in parte responsabili del cattivo andamento dell’impresa. Accuse accompagnate dall’annuncio di un inasprimento delle contestazioni nei confronti del personale e dalla volontà di ridurre nel 2027 il costo del lavoro, giudicato eccessivo dall’azienda.
Positivo, per le sigle sindacali , il percorso di assunzione del personale in appalto nella società controllata dal gruppo, hanno sollevato il tema dell’applicazione di contratti collettivi nazionali non attinenti alle attività svolte, una criticità già denunciata prima dell’acquisizione da parte di New Princes. A seguito di questi rilievi il presidente ha accusato le organizzazioni di irresponsabilità e di mancata gratitudine per il lavoro svolto, interrompendo bruscamente l’incontro. La chiusura del tavolo ha impedito di approfondire altre questioni rilevanti, a partire dalle politiche commerciali e dagli assortimenti, i cui cambiamenti, secondo le organizzazioni sindacali, non sembrano trovare riscontro nelle vendite, e dal percorso di razionalizzazione della rete in franchising, segnato da fallimenti di alcuni imprenditori, mancati pagamenti degli stipendi e preoccupazioni per i trattamenti di fine rapporto e per il futuro occupazionale del personale coinvolto.
Restano inoltre da chiarire tempi e localizzazione degli investimenti per il cambio di marchio e la ristrutturazione dei punti vendita, che presentano ancora le criticità ereditate dalla precedente gestione Carrefour. I sindacati denunciano anche un peggioramento delle condizioni di lavoro, legato alle decisioni dell’impresa e alla disdetta di importanti accordi sull’organizzazione del lavoro, sia nella rete vendita sia in sede. “Riteniamo inaccettabili le accuse sommarie rivolte ai lavoratori e la decisione di interrompere le relazioni sindacali Il confronto - concludono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs - deve consentire di affrontare nel merito le scelte aziendali e le loro conseguenze sull’occupazione, sui diritti e sulle condizioni di lavoro” .
Ce.Au.

