L'accordo sottoscritto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per la reindustrializzazione dei siti Pmc e Brose rappresenta un segnale importante per tutto il sistema automotive lucano. Dopo oltre un anno di confronto istituzionale e sindacale, l’intesa conferma che, attraverso nuovi investimenti, responsabilità condivisa e una politica industriale orientata alla continuità produttiva, è possibile tutelare il lavoro e costruire nuove prospettive occupazionali. Per il segretario Fim Cisl Basilicata Gerardo Evangelista “l’evoluzione della vertenza Pmc Brose dimostra che anche situazioni molto complesse possono trovare una soluzione quando istituzioni, imprese e parti sociali lavorano insieme. È un modello di riconversione industriale che può rappresentare un riferimento per l’intero comparto”.
Per la Fim Cisl, il risultato raggiunto al Mimit assume un valore che va oltre le due aziende coinvolte e richiama la necessità di accompagnare con la stessa determinazione anche il percorso di rilancio dello stabilimento Stellantis di Melfi e dell’intera filiera automotive regionale. Oggi Melfi sta entrando nella fase di avvio dei nuovi modelli e delle nuove motorizzazioni: “Il percorso resta impegnativo. La proroga del contratto di solidarietà conferma che siamo ancora in una fase di transizione - prosegue Evangelista - che dovrà tradursi progressivamente in una crescita dei volumi produttivi e dell’occupazione. I prossimi anni saranno decisivi: sarà allora che si misurerà la capacità del piano industriale di rilanciare lo stabilimento, l’indotto e l’intera filiera automotive lucana”. E dunque, l’accordo raggiunto su Pmc e Brose dimostra che la politica industriale può produrre risultati concreti anche in una fase difficile per l’automotive europeo. Ne resta convinto il sindacato, pertanto la stessa determinazione dovrà accompagnare il percorso di Stellantis Melfi. Servono investimenti, innovazione, costi energetici competitivi e politiche europee e nazionali capaci di sostenere la competitività del settore. Solo così l’arrivo dei cinque nuovi modelli potrà tradursi in maggiore lavoro per tutta la filiera. L’obiettivo rimane quello di trasformare questa fase di transizione in una concreta occasione di rilancio industriale.
Intanto è stato sottoscritto presso lo stabilimento Stellantis di Melfi, l’accordo per il rinnovo del contratto di solidarietà (Cds) tra la direzione aziendale, le organizzazioni sindacali e la Rsa di stabilimento. L’intesa, che avrà validità dal 17 agosto 2026 al 31 dicembre 2026, interesserà 4.409 lavoratrici e lavoratori. Per il segretario regionale Fim Cisl Gerardo Evangelista “si tratta di uno strumento necessario per accompagnare una fase ancora complessa sotto il profilo produttivo e organizzativo”. Presente all’incontro con la direzione aziendale, Evangelista sottolinea che il confronto non si è limitato al solo rinnovo dell’ammortizzatore sociale, ma ha consentito di analizzare il quadro complessivo dello stabilimento, affrontando i temi dell’andamento produttivo, dell’organizzazione del lavoro, dell’attenzione alla qualità, dell’impegno sulla sicurezza, delle prospettive occupazionali e dello stato di avanzamento del piano industriale.
Armando Lostaglio

