Venerdì 26 giugno 2026, ore 20:32

Vertenze

Natuzzi: i sindacati dicono no alla chiusura degli stabilimenti

Dopo oltre undici ore di confronto al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la trattativa sulla vertenza Natuzzi si è conclusa senza un accordo. A far saltare il tavolo è stato il nodo della chiusura di tre stabilimenti pugliesi e del trasferimento di parte delle produzioni in Romania, una prospettiva che i sindacati hanno giudicato incompatibile con la tutela dell’occupazione e del patrimonio industriale del territorio. Le organizzazioni sindacali FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno scelto di non firmare il protocollo, rivendicando una posizione di responsabilità nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori. “Abbiamo lavorato con serietà per migliorare il testo proposto dal Governo - spiegano le sigle - introducendo modifiche importanti a tutela dell’occupazione e rafforzando il ruolo delle istituzioni. Tuttavia sono rimasti elementi non condivisibili, a partire dalla chiusura di ulteriori stabilimenti e dalla delocalizzazione delle produzioni”.

Per i sindacati il confronto ha consentito di migliorare sensibilmente il documento iniziale, ma non abbastanza da garantire un futuro certo ai dipendenti del gruppo e all’intero distretto del mobile imbottito pugliese. La preoccupazione principale riguarda infatti il rischio che la riduzione della presenza produttiva in Italia possa trasformarsi in un progressivo smantellamento del comparto, con pesanti ripercussioni sia sui lavoratori diretti sia sull’indotto. Pur nella difficoltà del momento, le organizzazioni sindacali confermano la volontà di proseguire il dialogo con Governo, Ministero, Regioni e azienda. L’obiettivo resta quello di ottenere un vero piano industriale che preveda investimenti, rilancio produttivo, salvaguardia del perimetro industriale italiano e garanzie occupazionali. Ogni eventuale futura intesa, precisano i sindacati, sarà comunque sottoposta al voto democratico delle lavoratrici e dei lavoratori.

Anche la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ribadisce la necessità di una svolta definitiva nella vertenza. “È arrivato il momento di dare una risposta concreta - afferma -. Abbiamo bisogno di un piano industriale serio, del ritorno delle produzioni in Italia e della tutela dei livelli occupazionali sia dei dipendenti diretti sia dell’indotto”. Per Fumarola il tavolo ministeriale resta il luogo dove devono incontrarsi responsabilità aziendali, istituzioni e rappresentanze dei lavoratori per costruire il futuro di uno dei marchi storici del Made in Italy. Dal canto suo Natuzzi ha annunciato che procederà comunque con il piano di ristrutturazione, ritenuto indispensabile per riportare l’azienda su un percorso di sostenibilità economica e finanziaria. Una scelta che aumenta l’incertezza tra i dipendenti, mentre cresce la preoccupazione nei territori di Altamura e Santeramo, dove gli stabilimenti rappresentano un presidio produttivo e occupazionale fondamentale.

Il ministero e la Regione Puglia parlano di “occasione persa” ma rilanciano l’appello a riaprire il confronto. Per i sindacati, tuttavia, non può esserci alcun rilancio senza il mantenimento della produzione in Italia e senza precise garanzie per i lavoratori. La partita resta quindi aperta, con migliaia di famiglie che attendono risposte certe sul proprio futuro. La priorità, ribadiscono le organizzazioni sindacali, è impedire nuove perdite occupazionali e difendere un settore strategico per l’economia pugliese. La vertenza Natuzzi entra così in una fase ancora più delicata, nella quale il confronto dovrà trovare un equilibrio tra le esigenze di risanamento dell’azienda e il diritto dei lavoratori a un futuro stabile e dignitoso.

Sara Martano

( 26 giugno 2026 )

Magazine

Via Po Cultura

SOLO PER GLI ABBONATI

Nadia Fusini in Rubare la scena, riporta al centro dell'attenzione personaggi cui Shakespeare assegna, solo in apparenza, un peso minore

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Lutto nella cultura

Bachisio Bandinu fra emigrazione, impegno sociale e fede

Il legame, poco esplorato, del grande antropologo sardo, recentemente scomparso, con l'Ateneo dei cattolici italiani

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

Mostre

Una pittura che diventa spazio

Il Museo d’Arte di Mendrisio dedica la prima monografica al lavoro di Felice Varini

  • Email Icon
  • Facebook Icon
  • Twitter Icon
  • Pinterest Icon
Commenta Icona

FOTO GALLERY

Immagine Foto Gallery

© 2001 - 2026 Conquiste del Lavoro - Tutti i diritti riservati - Via Po, 22 - 00198 Roma - C.F. 05558260583 - P.IVA 01413871003

E-mail: conquiste@cqdl.it - E-mail PEC: conquistedellavorosrl@postecert.it