Il 10 e 11 marzo prossimi saranno giornate decisive per il futuro della lunga, complessa vertenza del Gruppo Natuzzi. Il gigante del mobile imbottito è in difficoltà oramai da una ventina d’anni, e si cerca di trovare la quadra per dare un pò di speranza ai 1.800 dipendenti ed evitare così di innescare una vera bomba sociale sulle tre province interessate, Bari, Taranto e Matera. Nel corso dell’ennesimo vertice al ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), andato in scena lunedì scorso, è ripartito il confronto che sembrava essersi arenato. Confronto che riprenderà martedì e mercoledì della prossima settimana. Al tavolo convocato dal ministero, e presieduto dal responsabile della task force sulle crisi aziendali, Giampiero Castano, le parti hanno deciso di ripartire da un metodo condiviso, che prevede un percorso strutturato che riesca a tenere insieme la sostenibilità economica del Gruppo e la tutela dei livelli occupazionali, dopo l’annuncio di esuberi delle passate settimane, poi smentito da Pasquale Natuzzi. Contestualmente al vertice di lunedì, oltre 400 lavoratori provenienti dalla Puglia e dalla Basilicata hanno manifestato sotto al ministero, chiedendo garanzie e un maggiore impegno dell’azienda, a partire da un vero, fattibile piano industriale. Soddisfatti i sindacati: "Nel corso del confront, grazie al ruolo svolto dal ministero - hanno scritto in una nota FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil - è stata condivisa la necessità di ristabilire corrette relazioni industriali al Gruppo Natuzzi e un metodo di confronto preventivo sulle scelte strategiche aziendali, da svolgersi direttamente presso il ministero il 10 e 11 marzo, con l'impegno da parte dell'azienda di sospendere ogni decisione. L’azienda - spiegano i sindacati - dovrà illustrare le decisioni che intendono prendere sull’assetto industriale e occupazionale, riconoscendo la centralità del confronto con il sindacato. Noi - sottolineano Feneal, Filca, Fillea - ribadiamo la necessità di sospendere ogni decisione fino al termine del confronto. Riteniamo inoltre prioritario affrontare congiuntamente il percorso di internalizzazione delle produzioni e il rientro dei volumi produttivi in Italia; ogni ipotesi riguardante chiusure o riorganizzazioni di stabilimenti; eventuali politiche di incentivazione all’esodo, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e dentro un quadro condiviso; la definizione di un piano industriale credibile, sostenibile e trasparente nei dati economici e produttivi. Riteniamo comunque positivo l’avvio di questo percorso al Mimit, che recepisce le richieste avanzate nei mesi scorsi. Nessuna decisione sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori - concludono - può essere assunta senza confronto e condivisione". Positivo anche il commento di Eugenio Di Sciascio, assessore della Regione Puglia allo Sviluppo economico e lavoro, che al termine del vertice al Mimit ha parlato di un clima più sereno e responsabile.
Vanni Petrelli

