Un confronto interlocutorio ma carico di aspettative quello che si è svolto al Mimit sulla vertenza Pmc. Al momento non è ancora possibile entrare nel merito di un concreto interessamento da parte di un nuovo imprenditore: mancano elementi sufficienti e il quadro resta coperto da una necessaria riservatezza. Tuttavia, il lavoro di tessitura istituzionale non si ferma e le interlocuzioni proseguono per individuare una possibile strada di diversificazione industriale. È stata confermata l’esistenza di un soggetto potenzialmente interessato, con cui sono in corso contatti preliminari. In questo contesto, Stellantis ha manifestato la disponibilità a mettere a disposizione il capannone dove oggi opera Pmc, un passaggio che potrebbe rivelarsi strategico in vista di un nuovo progetto industriale.
Un nuovo tavolo ministeriale è già stato fissato per il 25 febbraio alle ore 10, con l’obiettivo di entrare finalmente nel merito dell’ipotesi industriale e dell’eventuale coinvolgimento imprenditoriale. La priorità resta quella di fornire, nel più breve tempo possibile, una risposta chiara e concreta ai lavoratori, a partire proprio da questa vertenza. Parallelamente, resta centrale il tema degli ammortizzatori sociali. A maggio scade la cassa integrazione e la vertenza deve rientrare nel perimetro dell’area di crisi complessa. Permangono difficoltà legate alla definizione dei parametri di accesso, ma azienda ed enti competenti si sono impegnati a individuare il percorso necessario per garantire la continuità della misura. È stata inoltre avanzata la richiesta di anticipazione del pagamento della cassa integrazione da parte dell’azienda.
Sul piano produttivo, il quadro resta fragile: le commesse attualmente in essere non garantiscono la piena occupazione e coprono appena una trentina di lavoratori. L’azienda ha ribadito la necessità di attivare uscite incentivate e ha chiarito che l’unico prodotto non acquisito è quello relativo alla Jeep Compass, pur confermando la disponibilità a valutare ulteriori opportunità industriali per saturare gli impianti. “Siamo di fronte a una situazione che non può più attendere - ha dichiarato il segretario della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista - serve una risposta industriale vera e tempi certi. La riservatezza è comprensibile, ma i lavoratori hanno bisogno di prospettive concrete, sia sul fronte produttivo che su quello della tutela del reddito”.
Sara Martano

