A partire dal 1 gennaio 2027 esiste il rischio si determini una condizione di grave criticità economica e sociale per i circa 307 lavoratori occupati nell’infrastruttura del Porto di Taranto. Inoltre è fondamentale provvedere anche alla proroga della vigenza e dell'efficacia dell'agenzia Taranto Port Workers in scadenza per la stessa data. Lo affermano i sindacati Cgil, Cisl e Uil e relative categorie dei trasporti che insieme ai parlamentari Francesca Viggiano (Pd) e Vito De Palma (FI) hanno inviato un documento al ministro delle Infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini, al vice ministro Edoardo Rixi, alle istituzioni locali e all'Autorità portuale del Mar Ionio. I 307 lavoratori in questione sono quelli che sino a dieci anni ta erano dipendenti della compagnia Evergreen che, tramite la società Taranto Terminal Container, gestiva l'infrastruttura del porto di Taranto. Andata via Evergreen, questi lavoratori sono stati presi in carico dall'agenzia per il lavoro portuale ed hanno percepito l'indennità di mancato avviamento, la cassa integrazione dei portuali. Sei anni fa una quota degli ex TCT, pari a circa 120 persone, è stata assorbita dal nuovo gruppo che ha preso in concessione il terminal container di Taranto: i turchi di Yilport. Testa tuttavia aperto il problema per i restanti 307 per i quali ancora non si è riusciti a trovare rioccupazione. Se non viene prorogata l'agenzia, viene meno a fine anno anche la corresponsione dell'indennità. "I lavoratori interessati sono destinatari dei percorsi strutturati di formazione professionale rivolti alle operazioni di upskilling e reskilling, previsti dalla Regione Puglia attraverso l'Avviso JTF Portuali, finalizzati a favorire un effettivo e qualificato reinserimento nelle attività portuali - si legge nel documento. L'iter attuativo risulta tuttora in corso e si auspica una celere conclusione delle procedure, affinchè i percorsi formativi possano essere avviati e completati nel più breve tempo possibile e possano rappresentare uno strumento concreto di riqualificazione professionale e di successivo reinserimento lavorativo, coerente con le nuove attività, gli investimenti e le prospettive di sviluppo del porto di Taranto. L'obiettivo comune - si conclude - è quello di impedire che alla scadenza del 31 dicembre 2026 possa determinarsi una situazione di vuoto nelle tutele e, nello stesso tempo, quello di provare a rilanciare quel volano di sviluppo partendo proprio dalla condizione dei 307 lavoratori dell'agenzia, la loro formazione e il loro reinserimento". "L'Arsenale Militare Marittimo di Taranto è una struttura strategica per la Marina Militare, la Difesa nazionale e l'economia ionica". Lo afferma il senatore Mario Turco (M5S), annunciando un'interrogazione al ministro della Difesa e un emendamento al prossimo decreto sull'ex Ilva per favorire l'assorbimento all'Arsenale, nel rispetto delle procedure, di lavoratori provenienti dal Siderurgico e dall'indotto. "Occorre trasformare due grandi criticità del territorio in una concreta occasione di riconversione occupazionale e rilancio industriale", sottolinea Turco, chiedendo chiarimenti sulle 315 assunzioni destinate all'Arsenale e quante delle 1.452 nuove unità previste per il personale civile della Difesa saranno assegnate a Taranto.
Ce.Au.

