Il futuro di Riello parla italiano. È questo il messaggio emerso dal tavolo istituzionale che si è svolto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso, dedicato all’acquisizione del Gruppo Riello da parte di Ariston. Un passaggio strategico che, secondo la Fim Cisl, rappresenta una garanzia importante per la tutela dell’occupazione e per il rilancio di uno dei marchi storici dell’industria italiana legata al settore energetico. “Esprimiamo soddisfazione per l’esito dell’incontro e per la salvaguardia dei posti di lavoro che questa operazione mira a garantire - afferma il segretario nazionale Fim Valerio D’Alò -. Si tratta di un percorso che assicura continuità produttiva e radicamento industriale nel nostro Paese”.
Per il sindacato, il passaggio di proprietà non rappresenta soltanto un’operazione finanziaria, ma una scelta industriale che mantiene in Italia competenze, know-how e capacità produttiva costruite in decenni di storia. “Un patrimonio industriale di tale rilevanza rimane saldamente nel nostro Paese - ci tiene a sottolineare D’Alò -. Il confronto svolto al ministero rafforza ulteriormente questo obiettivo, trasformando le dichiarazioni d’intenti in impegni istituzionali concreti”. Nel corso dell’incontro è emersa anche la necessità di invertire una tendenza che negli ultimi anni ha penalizzato molti marchi storici del manifatturiero nazionale. “Troppo spesso abbiamo assistito a situazioni di sottoinvestimento che hanno indebolito aziende strategiche - spiega il sindacalista -. Parliamo di comparti centrali per la transizione energetica ed ecologica, che invece dovrebbero essere sostenuti con forza attraverso politiche industriali e investimenti adeguati”.
La Fim guarda quindi con interesse alle prospettive delineate dal piano industriale di Ariston, pur nel rispetto della necessaria riservatezza sui dettagli ancora non divulgabili. Secondo quanto emerso dal confronto, il nuovo assetto industriale dovrebbe puntare sull’ottimizzazione delle linee produttive e sul miglioramento delle condizioni operative, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del gruppo sui mercati. “Per le parti sociali si apre una fase impegnativa ma stimolante - aggiunge D’Alò -. Accogliamo positivamente le linee guida presentate dall’azienda perché delineano un percorso di rilancio strutturato e orientato alla crescita”. Il sindacato continuerà a monitorare l’evoluzione del piano e il rispetto degli impegni assunti, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela dei lavoratori e sullo sviluppo degli stabilimenti. “Il lavoro svolto in queste settimane - conclude D’Alo - dimostra che la collaborazione tra istituzioni, organizzazioni sindacali e grandi gruppi industriali può trasformare una potenziale criticità in una grande opportunità di sviluppo e di tutela del lavoro”.
Una sfida che ora entra nella fase operativa, con l’obiettivo di restituire slancio ad un’azienda storica, protagonista dell’industria italiana e garantire prospettive solide ai lavoratori del gruppo.
Sara Martano

