La crisi della Sangraf Italy di Narni Scalo, in provincia di Terni non accenna a diminuire anzi. Per questo i sindacati di categoria Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil chiedono l’apertura immediata di un tavolo di crisi al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Un confronto ritenuto fondamentale dai sindacati per tutelare sia l’occupazione sia la sopravvivenza di un presidio industriale strategico per la siderurgia italiana. Lo storico stabilimento, infatti, (nato nel 1897 ndr) è l’unico sito italiano di elettrodi di grafite per forni ad arco elettrico.
La richiesta dei sindacati di alzare il livello del confronto nasce dall’aggravarsi di una crisi definita ormai strutturale e che negli ultimi mesi è progressivamente peggiorata. La produzione, già in forte calo dalla fine del 2023, è oggi completamente ferma. “L’impianto - affermano i sindacati - si trova in una condizione di paralisi operativa. Un blocco che mette seriamente a rischio il futuro del sito”. A preoccupare ulteriormente sindacati e lavoratori è anche il progressivo degrado degli impianti. “La mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria - sottolineano Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil - sta compromettendo gli asset e rischia di rendere impossibile una ripartenza in sicurezza”.
A pagare il prezzo più alto oggi sono i lavoratori che in poco più di due anni sono passati da 81 a meno di 60 addetti. “Una perdita significativa di competenze tecniche e professionalità fondamentali per il ciclo produttivo - continuano i sindacati - . Un’emorragia che mette a rischio la sopravvivenza stessa del sito”. Alla crisi industriale, inoltre, si aggiunge anche quella finanziaria. I sindacati denunciano ritardi nel pagamento degli stipendi e segnalano irregolarità contributive e previdenziali da parte aziendale. Criticità importanti che gravano direttamente sui lavoratori.
La situazione rimane bloccata nonostante l’appartenenza al gruppo internazionale Sanergy. Negli ultimi anni, infatti, sono stati annunciati ambiziosi programmi di sviluppo tra cui il progetto Gam per la filiera delle batterie e un impianto a idrogeno finanziato dal Pnrr. Progetti che allo stato attuale, non hanno trovato nessuna attuazione concreta. Le organizzazioni sindacali denunciano l’assenza di impegni chiari da parte della proprietà e così dopo mesi di confronto a livello locale e regionale senza ottenere risultati ora la vertenza viene portata a Roma. Anche la Regione Umbria si è attivata per sostenere la richiesta. L’obiettivo è ottenere l’apertura immediata del tavolo di crisi. Un passaggio ritenuto indispensabile per trovare soluzioni concrete. I sindacati chiedono un intervento diretto del governo per salvaguardare l’occupazione e rilanciare il sito produttivo e per difendere un asset strategico che il territorio non può permettersi di perdere.
Sara Martano

