Non “sono solo canzonette” come cantava nel 1980 Edoardo Bennato; in effetti il rituale del Festival della canzone italiana che si ripete da 76 anni e fa parte degli eventi che scandiscono il calendario come Ferragosto, Capodanno, Natale e Pasqua, è il più grande business di Sanremo, città dei fiori, della Milano-Sanremo, ma soprattutto delle canzonette. Porta soldi e lavoro come nessun altro evento sulle sponde della Riviera di Ponente, superando quanto ad economia tantissimi altri eventi sparsi nel nostro bel suolo. Perché “Sanremo è Sanremo”, come da sigla datata 1995, con Pippo Baudo conduttore e composta e scritta ad hoc per la competizione musical- canora da Pippo stavolta Caruso e Sergio Bardotti. Edizione dei record la 1995, anche se sembra che ogni anno si ripeta il miracolo di ascolti sempre più alti, atteso da Rai e città ligure come quello di San Gennaro all’ombra del Vesuvio. Lo conferma quasi con enfasi Antonietta Pistocco, Ast Cisl di Imperia: nella città da circa 54mila abitanti, “lo scorso anno - afferma - sono arrivate quasi 40mila persone. Quest’anno speriamo ne arrivino ancora di più, visti anche gli eventi che ci sono attorno al festival. La gente viene qui per vivere l’atmosfera del festival, per vedere i cantanti dal vivo, incrociarli. Molti i giovani; bello vederli riempire la città a tutte le ore”. “La città - insiste la sindacalista - ha investito molto nell’accoglienza, allestendo stand in tutti i quartieri, con il palco in piazza Colombo. Gli alberghi sono pieni da Ventimiglia a Diano Marina, come ristoranti e bar, con la conseguenza che tantissime persone lavorano per l’evento. Persone di Sanremo ma anche di località vicine, cittadine della zona. Un’opportunità di lavoro notevole. Il Festival è l’evento maggiore che abbiamo; qualifica Sanremo come brand ed è un richiamo turistico che prosegue tutto l’anno. Una benedizione per la nostra comunità; per fortuna che c’è. Certo qualche complicazione per i residenti la crea con questa grande movimentazione che porta, ma sia benedetto per noi”. Non sono, appunto, solo canzonette ma economia che gira, si muove. Primo violoncello dell’orchestra di Sanremo, bravo musicista ed ottimo sindacalista, Mariano Dapor, rsa dell’orchestra per Fistel Cisl, fa sapere che sono 19 gli orchestrali oltre ad alcuni aggiunti per l’occasione (fiati, oboe, flauti, corni) con diversi giovani nuovi assunti: rinnovamento e posti di lavoro per chi ha grande professionalità ed effettuato tanti studi per arrivare a un palcoscenico di enorme rilevanza. Da diversi anni, spiega il sindacalista orchestrale, per chi suona a Sanremo c’è una maggiorazione una tantum extra contrattuale e in deroga per il periodo, gli orari prolungati, l’eurovisione. Festival ma non solo: Dapor spiega che non sarà all’Ariston ma impegnato con altri orchestrali in 8 concerti di musica barocca in periodo parallelo al Festival.
Dino Frambati

