Venerdì 4 settembre 2026, ore 22:36

Industria

Speedline: da Sigit un piano per il rilancio

Ha preso il via al ministero delle Imprese e del Made in Italy il confronto ufficiale sul futuro di Speedline. Al tavolo, convocato per la presentazione del piano industriale del Gruppo Sigit, erano presenti la direzione aziendale con i propri consulenti, la terna commissariale, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali di Fim e Fiom e il ministro Adolfo Urso. L’incontro ha rappresentato il primo passo di un percorso negoziale destinato a entrare nel vivo nelle prossime settimane. Il piano illustrato da Sigit, ancora nelle sue linee generali e non approfondito nel dettaglio, dovrà ora essere analizzato punto per punto dalle organizzazioni sindacali, che intendono valutarne attentamente ogni ricaduta sul piano industriale, occupazionale e sociale. Tra gli elementi anticipati spicca un programma di investimenti complessivo di circa 20 milioni di euro, destinato a rafforzare le aree commerciale, ricerca e sviluppo, logistica ed efficientamento energetico.

Sul fronte del mercato l’obiettivo dichiarato è ricostruire rapporti solidi con grandi marchi dell’automotive come Audi, Volkswagen e Ferrari per il primo equipaggiamento, rilanciando al contempo il settore racing e l’aftermarket. Resta invece ancora da definire la strategia relativa al comparto del forgiato.
Sul piano produttivo arriva una conferma importante: Sigit ha ribadito l’intenzione di mantenere la produzione nello stabilimento di Tabina, in provincia di Venezia, garantendo così la presenza industriale sul territorio. Tuttavia, proprio sul fronte occupazionale emergono le principali criticità. L’azienda ha infatti evidenziato il divario esistente rispetto ai competitor in termini di costo del lavoro e ha spiegato che la crescita produttiva prevista consentirebbe di saturare poco più dei due terzi dell’attuale forza lavoro, aprendo contestualmente un confronto sulle misure necessarie per il contenimento dei costi.

Una prospettiva che mantiene alta l’attenzione delle organizzazioni sindacali. Fim e Fiom hanno accolto positivamente la volontà di un gruppo industriale italiano di investire sul sito produttivo e di preservare un marchio storico del Made in Italy, ma hanno ribadito con forza che qualsiasi progetto dovrà garantire la piena tutela dell’occupazione e del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori di Speedline. Da parte sua il ministro Urso ha confermato il sostegno del Governo, assicurando anche il possibile intervento del Fondo di Salvaguardia gestito da Invitalia. Lo stesso ministero ha inoltre espresso la volontà di mantenere il tavolo di trattativa direttamente presso il Mimit, accompagnando il confronto tra le parti per favorire una soluzione che concili la continuità industriale con la tutela occupazionale e sociale.

Sara Martano

( 6 luglio 2026 )

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