Mirafiori chiude in anticipo per ferie, con uno stop che va dal 27 luglio al 24 agosto: un mese intero di fermo. Sulla decisione aziendale pesano certamente i rallentamenti dei volumi della Fiat 500 ibrida, che dopo il promettente debutto a inizio 2026 ha frenato la sua corsa negli ultimi mesi per la mancanza di componenti e motori. Le ultime stime sulla produzione parlano di circa 4 mila vetture al mese, numeri che di fatto equivalgono a un solo turno di lavoro.
Già a metà luglio, dopo l’ennesimo stop produttivo motivato dalla mancata fornitura dei motori, il segretario generale Fim Cisl Torino e Canavese, Rocco Cutrì, aveva parlato senza mezzi termini di una situazione “frustrante, capace di mettere in discussione la fiducia che si stava iniziando a creare con la nuova dirigenza del Gruppo”, chiedendo all’azienda di “analizzare a fondo le criticità che hanno portato a questa défaillance e porre rimedio in maniera strutturale”.
In questo clima di incertezza è arrivata la buona notizia della proroga fino alla fine dell’anno dei 380 contratti di lavoro in somministrazione in scadenza a fine luglio 2026. “Si tratta - spiega il segretario Fim Cisl Torino Canavese con delega al settore automotive, Igor Albera - di una boccata d’ossigeno per le centinaia di lavoratori somministrati di Mirafiori. La prosecuzione dei rapporti di lavoro garantisce continuità occupazionale e contribuisce a preservare la stabilità degli attuali livelli produttivi. Un esito che valutiamo come particolarmente significativo e positivo per tutti i lavoratori interessati”. Proprio la proroga, secondo Albera, “aiuta oggi a diradare un’altra preoccupazione circolata tra i lavoratori: l’introduzione del turno unico a partire da settembre. Ma la nostra attenzione resta comunque alta”.
Sul fronte dei volumi i numeri raccontano una frenata innegabile della produzione. Albera ricorda che a inizio anno lo stabilimento viaggiava su 240 vetture per turno, mentre a luglio la produzione è scesa a 180. Da gennaio a luglio sono state assemblate complessivamente 35 mila vetture. Una frenata che, secondo le previsioni dei fornitori, rischia di accentuarsi ulteriormente a settembre. Albera sottolinea come il rallentamento vada ricondotto, nella lettura dell’azienda, alla carenza di componenti motoristici e non a una scelta di ridurre la produzione, ricordando che nei primi sei mesi dell’anno Mirafiori ha comunque prodotto quanto nell’intero 2025.
Nelle ultime settimane la Fim Cisl torinese ha seguito da vicino anche gli sviluppi societari del gruppo Stellantis che ha visto l'avvio della fusione per incorporazione di Fca Services in Stellantis Europe. L’operazione riguarda complessivamente 419 lavoratori impiegati e quadri così ripartiti: 388 Torino, 18 Pomigliano d'Arco, 2 Modena, 8 Melfi, 2 Piedimonte S. Germano, 1 Termoli.
Il segretario generale Fim territoriale Rocco Cutrì ha definito l’operazione “rassicurante e tutelante per le molte lavoratrici e i molti lavoratori che operano nell'ambito delle funzioni svolte storicamente da Services”, precisando che il sindacato “monitorerà attentamente gli sviluppi futuri di Stellantis Europe, componente strategica e fondamentale nel panorama del Gruppo”. L’incorporazione di Fca Service in Stellantis si inserisce in un più ampio progetto di semplificazione societaria di Gruppo, volto a concentrare in un unico soggetto giuridico le attività e a generare sinergie organizzative e operative. La decorrenza dell’operazione è fissata al 30 dicembre 2026. I rapporti di lavoro proseguiranno senza soluzione di continuità con Stellantis Europe e il personale continuerà a operare nelle sedi attuali, ad eccezione delle due unità di Modena che resteranno comunque nel medesimo comune.
Rocco Zagaria

