Venerdì 10 luglio 2026, ore 15:01

Automotive

Stellantis Termoli: il futuro dello stabilimento è a rischio

Lo stabilimento Stellantis di Termoli torna al centro della preoccupazione sindacale. La Fim Cisl Abruzzo Molise lancia un nuovo allarme sul futuro del sito produttivo, storico polo motoristico del gruppo, denunciando l’assenza di certezze industriali e chiedendo un cambio di passo immediato per evitare un progressivo ridimensionamento dell’impianto. Il grido d’allarme arriva al termine della riunione del direttivo e dei delegati Fim dello stabilimento, convocata per fare il punto sulla situazione occupazionale e produttiva. Secondo il sindacato, il tempo delle attese è finito: servono decisioni concrete che garantiscano lavoro, investimenti e prospettive di lungo periodo. Per la Fim lo stabilimento continua a non ricevere le garanzie produttive indispensabili per assicurare la continuità nei prossimi anni. Una situazione che alimenta la convinzione che le strategie del gruppo possano essere orientate verso un progressivo svuotamento del sito molisano, con inevitabili ripercussioni sull’occupazione e sull’intero tessuto economico del territorio.

Il sindacato riconosce l’importanza dell’annuncio relativo alla produzione del cambio eDCT, considerandolo un investimento positivo. Ma, sottolinea: “Da solo non basta a mettere in sicurezza il futuro dello stabilimento. La nuova produzione - spiegano i rappresentanti Fim - non può diventare l’alibi per sostenere che il destino di Termoli sia ormai garantito”. La richiesta è quella di aprire una vera discussione sulla riconversione industriale del sito, individuando nuove produzioni strategiche capaci di assicurare occupazione e competitività. Batterie, nuove tecnologie, componentistica per la mobilità del futuro o altri comparti innovativi rappresentano per il sindacato le possibili direttrici di sviluppo da valutare insieme ad azienda e istituzioni. L’obiettivo è evitare che uno stabilimento, che da oltre cinquant’anni rappresenta uno dei simboli dell’industria manifatturiera italiana, venga progressivamente depotenziato fino a perdere il proprio ruolo produttivo.

Per la Fim ogni mese trascorso senza un piano industriale chiaro rende più difficile recuperare competitività, attrarre nuovi investimenti e salvaguardare il patrimonio di competenze costruito negli anni dai lavoratori dello stabilimento. Il sindacato chiede quindi a Stellantis un’assunzione di responsabilità concreta, con un progetto industriale credibile che vada oltre gli annunci e garantisca una prospettiva stabile alle migliaia di famiglie che dipendono direttamente e indirettamente dalle attività del sito di Termoli.

L’allarme che arriva dal Molise si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che interessa l’intero sistema industriale nazionale ed europeo. A rilanciare il tema è anche il segretario generale della Fim Ferdinando Uliano, intervenuto a Firenze in occasione della manifestazione per lo sciopero dell’industria in Toscana. Secondo Uliano, i vincoli di bilancio non possono frenare gli investimenti necessari al rilancio del manifatturiero. Per Uliano “è indispensabile individuare fondi dedicati allo sviluppo industriale, perché il rischio concreto è quello della deindustrializzazione dell’Europa”. Una prospettiva che, ha ribadito, non può essere accettata. Uliano ha inoltre ricordato come l’Italia registri ormai da oltre trentasei mesi un significativo calo della produzione industriale, con crisi che coinvolgono comparti strategici come automotive, siderurgia, elettrodomestici, tessile e moda. Per questo, secondo il sindacato, non basta ricorrere agli ammortizzatori sociali: servono politiche industriali, innovazione tecnologica e investimenti in grado di creare nuove prospettive produttive e occupazionali.

Sara Martano

( 10 luglio 2026 )

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