"Taranto è Italia" è il titolo del documento che Cgil, Cisl e Uil territoriali hanno illustrato nel corso di un Attivo di delegati, partecipato anche da rappresentanti della Provincia e del comune capoluogo. Una piattaforma per lo sviluppo, per l’occupazione, per un welfare appropriato, che ha messo a sistema la vasta serie di criticità vecchie e nuove, sociali, produttive, occupazionali, ambientali, strutturali, che comprimono quest’area, sollecitando tutti, ciascuno nel proprio ruolo a spendersi per rimuoverle, con più deciso impegno e senza ulteriori ritardi.
“Desertificazione demografica e industriale, vertenze che attraversano i nostri principali settori produttivi, sfide poste dalle distinte transizioni, diritti di cittadinanza negati, opportunità di sviluppo inespresse, asset produttivi al servizio del Paese ma ancora in sofferenza, rischiano di legittimare l’ineluttabilità di un futuro che destinerebbe questo territorio ad una marginalità sempre più crescente. Non possiamo permetterlo!” ha sostenuto Luigi Spinzi, segretario generale della Cisl Taranto Brindisi.
In effetti, i dati sugli ammortizzatori sociali indicano, qui, in 10 milioni complessive le ore di cig, di cigs e fondi di solidarietà, con incidenza pari al 6,88% nel contesto nazionale. Una dimostrazione, questa, che l’impoverimento salariale è un ulteriore segnale di emergenza anche per l’accesso al credito, per prestiti e/o mutui. E poi i giovani, in particolare quelli tra i 15 e i 29 anni (Neet) che qui sono il 33%, su un dato nazionale del 15,20% mentre quello pugliese è del 21,40%.
Cgil, Cisl e Uil rivendicano, insomma, un nuovo modello di sviluppo che punti sulla sostenibilità ambientale come motore di rinascita e su una nuova economia del welfare, con particolare riguardo a sanità, servizi sociosanitari, politiche abitative pubbliche. La priorità resta il lavoro, per assicurare al territorio un’occupazione dignitosa, stabile e duratura in tutti i comparti produttivi ritenuti vocazionali: Industria, Agricoltura, Agroindustria, Mitilicultura, Aeronautica civile, Difesa, Portualità, Turismo, Terziario, Commercio, Artigianato, Cultura, Moda, Università, Ricerca.
Emblematica, in particolare, la situazione di collasso in cui versa lo stabilimento ex Ilva, con la produzione quasi ferma, un solo altoforno in marcia, le batterie in condizione di preriscaldo, l’area di laminazione, a parte il treno nastri 2 completante ferma e il piano corto del Governo, presentato a novembre del 2025 che ha di fatto peggiorato gli aspetti di natura produttiva. Viene richiesta, tuttavia, una forte presenza dello Stato, nella nuova governance per realizzare la transizione green e produrre acciaio verde di qualità, atteso che l’acciaio è un asset strategico nazionale e produrlo in maniera green, significa anche ricchezza e benessere per l’intera comunità.
“In un contesto storico che vede Taranto e l’intero territorio ionico stretti tra le note criticità ed una visione condivisa di futuro che stenta ancora a delinearsi, nonostante importanti fonti di finanziamento già disponibili, il sindacato confederale rilancia dunque una proposta vertenziale aperta, sollecitando l’impegno e la corresponsabilità di istituzioni, forze sociali, organizzazioni professionali, associazionismo” ha affermato Antonio Baldassarre, segretario territoriale Cisl Taranto Brindisi, il quale ha coordinato i lavori dell’Attivo unitario. “Partecipazione, per noi, non è solo uno slogan ma impegno a mettersi in gioco all’interno di un Patto di responsabilità sociale, che consenta a questo territorio di confermare la sua vocazione industriale ma anche di valorizzare, pienamente, le proprie peculiarità produttive non ancora compiutamente espresse” ha concluso Baldassarre. Cgil Cisl e Uil Taranto hanno, dunque, avviato un percorso unitario rivendicando investimenti certi e soluzioni concrete per il lavoro, per un modello di welfare efficiente, per un sistema infrastrutturale adeguato secondo i principi dell’Agenda 2030.
Massimo Caliandro

