Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:37

Emergenza climatica

A luglio caldo record, in 10 paesi supera 50°

La crisi climatica è questione di sicurezza nazionale. È l'allarme lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che a Ginevra ha commentato i dati di luglio della World Meteorological Organization (Wmo), l'agenzia Onu specializzata nello studio del clima, ma anche del Copernicus Climate Change Service dell'Unione Europea. I dati, secondo Copernicus, sono inequivocabili: la temperatura media globale negli ultimi 12 mesi è la più alta mai registrata, la Terra ha appena sperimentato i suoi due giorni più bollenti (il 23 e il 24 luglio) ed è sempre più probabile che il 2024 sarà l'anno più caldo della storia. Di fronte all'evidenza scientifica e alla crisi climatica che sta causando danni drammatici nel Paese, con le alluvioni al Nord e la siccità al Sud, viene ribadito da più parti che il Consiglio dei ministri deve urgentemente dichiarare lo stato di crisi climatica per affrontare adeguatamente un dramma senza precedenti e mettere in atto le politiche necessarie, a partire da quelle energetiche. Gli ultimi dati resi noti dal Copernicus rafforzano ulteriormente la necessità di un'azione urgente. Luglio 2024 si è classificato come il secondo luglio più caldo mai registrato e il secondo mese più caldo a livello globale, con una temperatura media dell'aria superficiale di 16,91 gradi centigradi, ossia 0,68 gradi in più rispetto alla media del periodo 1991-2020. Questo dato è inferiore di soli 0,04 gradi rispetto al record massimo stabilito a luglio 2023. Inoltre, è stato registrato un aumento complessivo di 1,48 gradi rispetto alla media del periodo preindustriale 1850-1900. In più, negli ultimi 12 mesi, la temperatura media globale è stata di 0,76 gradi superiore alla media 1991-2020 e di 1,64 gradi al di sopra della media preindustriale. "E' altamente improbabile - sottolineano gli esperti di Copernicus - che la temperatura globale scenda abbastanza nei mesi rimanenti del 2024 da evitare che quest'anno diventi il più caldo mai registrato". "La Terra sta diventando più calda e pericolosa per tutti, ovunque". Ammonisce Guterres, che a Ginevra ha commentato anche i dati di luglio della World Meteorological Organization (Wmo), l'agenzia Onu specializzata nello studio del clima. Stando a quanto riporta l'organizzazione, "il caldo estremo ha colpito centinaia di milioni di persone per tutto luglio, con un effetto domino avvertito in tutte la società". In gran parte dell'Antartide, nonché in alcune parti dell'Oceano Antartico, le temperature si sono attestate intorno ai 10°C, ossia molto sopra la media. Celeste Saulo, segretaria generale dell'agenzia informa: "Nell'ultimo anno ondate di calore diffuse, intense ed estese hanno colpito tutti i continenti. Almeno dieci paesi hanno registrato temperature giornaliere superiori a 50°C in più di una località. Troppo caldo da gestire". La responsabile cita la Death Valley in California, dove "è stata registrato una temperatura media mensile record di 42,5°C. L'adattamento climatico - è l'appello della responsabile - da solo non è sufficiente. Dobbiamo impegnarci seriamente per ridurre i livelli record di emissioni di gas serra". Luglio da record anche in Cina dal 1961, con temperature massime giornaliere superiori a 40°C in molte località della Cina orientale, e secondo luglio più caldo mai registrato per l'India. Ondate di calore anche in Pakistan e Iran, dove il governo di Teheran ha dovuto chiudere le scuole. In Europa le cose non vanno meglio: l'Agenzia Onu cita uno studio del World Weather Attribution secondo cui l'ondata di calore del Mediterraneo registrata in Italia, ma anche Grecia, Spagna, Portogallo, Francia e Marocco, "non si sarebbe verificata senza i cambiamenti climatici indotti dall'uomo". Infine, anche negli Stati Uniti a luglio si sono registrati più di 80 picchi record di temperatura, mentre nell'inverno sudamericano alcuni paesi hanno registrato temperature più tipiche dell'estate, col termometro arrivato sopra ai 30°C e addirittura sopra ai 35°C in alcune zone di Bolivia, Paraguay, Brasile meridionale, Uruguay e Argentina settentrionale. Stime recenti realizzate da Wmo in collaborazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mostrano che l'aumento globale dei sistemi di allerta sanitaria per il caldo per soli 57 paesi ha il potenziale di salvare circa 98mila vite all'anno.
Ce.Au.

( 9 agosto 2024 )

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