Viia libera dall'Aula del Senato al Dl Superbonus. Il provvedimento, che ha ottenuto 101 si e 64 no, e per il quale il governo aveva chiesto la fiducia, ora passerà alla Camera.
Una fiducia, quella di ieri, “figlia di uno scontro politico durissimo nella maggioranza che si salva grazie solo a mercanteggiamenti di vario genere”: così la senatrice Cristina Tajani, capogruppo Pd in commissione Finanze, che è intervenuta nell'aula di Palazzo Madama. Per l’esponente Dem si tratta di un provvedimento dannoso per il Paese, nato come intervento anticiclico che ha portato crescita in una fase critica, la cui evoluzione è stata gestita per un breve periodo dal governo Draghi, sostenuto da 2 dei 3 maggiori partiti di questa maggioranza e poi, per quasi due anni, da questo Governo, incapace di qualsiasi politica economica.
“Una maggioranza che – ha dichiarato la parlamentare Pd - non è stata in grado di immaginare una exit strategy in tempi e modi tali da non arrecare danno a famiglie e imprese: il Governo Meloni che si lamenta del Superbonus deve spiegare perché ha prorogato più volte una delle misure più contestate, quella relativa alle abitazioni unifamiliari, le cosiddette villette. Inoltre - aggiunge – visto che i 122 miliardi di euro contabilizzati nel Def per il Superbonus sono relativi al 2020-2024 e che quelli fino al 2022 sono già stati contabilizzati, qual è l'ammontare relativo al 2023 e 2024?”
Per Cristina Tajani (Pd), sono da considerare anche i crediti incagliati del Superbonus rimasti a carico di imprese e famiglie e che non saranno più riscossi, per i quali ha chiesto conto al Governo, così come risulta importante conoscere l’entità delle maggiori entrate 2024 derivanti da imposizione fiscale sui redditi conseguiti, partendo dal presupposto che il Superbonus per le spese sostenute nel 2023 è tutto fatturato e che nel 2024 le imprese dovranno pagare imposte sulla fatturazione emessa. Domande fondamentali, secondo l’esponente Dem, per capire la reale condizione dei conti pubblici, visto che “le previsioni economiche della UE dicono che la crescita in Italia è rallentata allo 0,9% nel 2023 e si prevede ancora allo 0,9% nel 2024 e all'1,1% nel 2025”.
Perplessità sul Superbonus anche nelle dichiarazioni del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il quale ha confermato la posizione di Forza Italia che ha fatto una battaglia sulla retroattività in commissione Finanze arrivando all'astensione sull’emendamento del governo.
“Non rinunciamo alla difesa dei nostri principi”: ha dichiarato. “Detto questo, per un emendamento che non condividiamo non viene assolutamente meno la fiducia nel governo di cui siamo parte protagonista, ma continueremo sempre a dire quello che pensiamo con grande trasparenza e lealtà”. A confermare le parole di Tajani il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, secondo cui “Il dibattito sul Superbonus si è risolto senza vincitori né vinti”. Rispondendo ai cronisti, il ministro di Fratelli d’Italia ha parlato di numeri che non lasciano dubbi. “Qualcuno ha detto che Forza Italia non era presente e che il governo aveva problemi - ha detto Ciriani. “In realtà anche senza fiducia il risultato sarebbe stato lo stesso. Abbiamo necessità di fare in fretta: siamo già in ritardo - ha concluso – sulla trasmissione del decreto alla Camera che deve essere approvato assolutamente entro mercoledì”.
Anna Taverniti

