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Cig, non c’è tempo da perdere

Regolarizzazione dei migranti, Irap e reddito di emergenza sono i nodi più spinosi del decreto Rilancio all’esame del governo in queste ore. Sul tavolo del consiglio dei ministri pesano come un macigno gli ultimi dai Istat che registrano a marzo un crollo mai visto della produzione industriale: -28,4% su nese, - 29,3% su anno; con stime Prometeia di aprile che parlano di - 45,9% nel II trimestre.

Di fronte a questa situazione drammatica, i sindacati rilanciano l'allarme sui ritardi per l’erogazione della cassa integrazione e sollecitano un intervento del premier Conte. ”Riteniamo necessario intervenire per superare i ritardi che si stanno accumulando sia per l'erogazione dei trattamenti di Cig, sia per l'erogazione degli anticipi da parte del sistema bancario, sia per l'azione delle Regioni in riferimento alla cassa in deroga”: così hanno scritto a Conte i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini, Furlan e Barbagallo. Che aggiungono: ”Questa situazione rischia di depotenziare gli effetti dell’insieme delle importanti misure che state predisponendo sia in materia di sostegno dei redditi e del lavoro sia al sistema delle imprese. Materie su cui abbiamo avuto, nei giorni scorsi, una prima occasione di confronto. Sull'insieme di queste problematiche ci rivolgiamo a Lei affinche' sia possibile incontrarci e definire le azioni necessarie (compresi specifici approfondimenti/incontri) per superare le difficoltà e i ritardi attuali nell’interesse di tutto il Paese”.

Esemplificativo il caso di Bergamo dove, secondo la Cisl, su 160 mila lavoratori che hanno diritto agli ammortizzatori sociali, 90 mila sono senza.

Le domande di Cig in deroga inviate dalle Regioni all'Inps per l'autorizzazione al pagamento intanto, a quanto si legge sul sito dell'Inps con riferimento al 7 maggio, sono 305.434. Di queste, 206.904 sono state autorizzate dall'ente previdenziale e 57.833 pagate, corrispondenti a 121.756 beneficiari.

Da parte loro il premier Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri assicurano che l'introduzione di semplificazioni per quella in deroga sarà contenuta nel dl Rilancio.

La Cisl apprezza l'intenzione del Governo di portare a 18 settimane complessive l'utilizzo della cassa integrazione con causale Covid come emerge dalle bozze circolate del dl Rilancio ma ritiene sbagliato impedirne l'utilizzo continuativo limitando al 31 agosto l'uso delle prime 14 settimane per poi usare solo in settembre e ottobre le altre quattro. ”In questo modo - sottolinea il segretario generale aggiunto Sbarra - molte aziende, quelle colpite prima e più duramente che hanno dovuto chiedere la cassa integrazione sin da marzo, si troverebbero ad avere esaurito le prime 14 settimane entro metà giugno, ed impossibilitate ad utilizzare le ulteriori 4 settimane prima del 1 settembre. Tale condizione escluderebbe di coprire l'intero periodo fino ad ottobre con la cassa integrazione con causale Covid, quando è evidente che il nostro sistema produttivo è nel pieno di una crisi senza precedenti. Si tratterebbe di un errore davvero clamoroso e grave”.

Giampiero Guadagni

( 11 maggio 2020 )

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