Domenica 14 agosto 2022, ore 11:33

Territorio

Consumo del suolo, nel 2021 il più alto negli ultimi 10 anni

Nel 2021 sono stati consumati oltre 2 metri quadrati di suolo al secondo, il valore più alto negli ultimi 10 anni: con una media di 19 ettari al giorno, il consumo di suolo torna a crescere e nel 2021 sfiora i 70 km quadrati di nuove coperture artificiali in un solo anno. Il cemento ricopre ormai 21.500 km quadrati di suolo nazionale, dei quali 5.400, un territorio grande quanto la Liguria, riguardano i soli edifici che rappresentano il 25% dell'intero suolo consumato. È il consumo di suolo in Italia fotografato dal Rapporto Snpa 2022. Como, Impruneta, Marano di Valpolicella i comuni Risparmia suolo 2022. 
Oltre il 70% delle trasformazioni nazionali si concentra nelle aree cittadine cancellando proprio quei suoli candidati alla rigenerazionele. Gli edifici aumentano costantemente: oltre 1.120 ettari in più in un anno distribuendosi tra aree urbane (32%), aree suburbane e produttive (40%) e aree rurali (28%). Secondo il rapporto di Ispra, correre ai ripari è possibile: si potrebbe iniziare intervenendo sugli oltre 310 chilometri quadrati di edifici non utilizzati e degradati esistenti in Italia, una superficie pari all'estensione di Milano e Napoli.
Tra il 2006 e il 2021 l'Italia ha perso 1.153 chilometri quadrati di suolo naturale o seminaturale, con una media di 77 chilometri quadrati all'anno, con un danno economico stimato in quasi 8 miliardi di euro l'anno. La perdita è avvenuta ”a causa principalmente dell'espansione urbana e delle sue trasformazioni collaterali che, rendendo il suolo impermeabile, oltre all'aumento degli allagamenti e delle ondate di calore, provoca la perdita di aree verdi, di biodiversità e dei servizi ecosistemici”. Il suolo consumato pro capite aumenta in Italia nel 2021 di 3,46 metri quadrati per abitante e di 5,46 m2/ab rispetto al 2019, con un trend in crescita. Si passa, infatti, dai circa 349 metri quadrati per abitante nel 2012 ai circa 363 m2/ab di oggi. A livello regionale la Valle d'Aosta è la regione con il consumo inferiore, gli incrementi maggiori sono avvenuti in Lombardia (con 883 ettari in più), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658), Piemonte (+630) e Puglia (+499). Tra i comuni, Roma conferma la tendenza dell'ultimo periodo e anche quest'anno consuma più suolo di tutte le altre città italiane: in 12 mesi la Capitale perde altri 95 ettari di suolo. Inoltre, Venezia (+24 ettari relativi alla terraferma), Milano (+19), Napoli (+18), Perugia (+13), e L'Aquila (+12) sono i comuni capoluogo di regione con i maggiori aumenti. 
Commenta il segretario generale della Fai Cisl Rota: ”Con il valore più alto degli ultimi dieci anni, una media di 19 ettari al giorno, e una velocità che supera i 2 metri quadrati al secondo, il consumo di suolo torna a crescere e in un solo anno ha raggiunto quasi i 70 km quadrati di nuove coperture artificiali: impossibile affrontare la crisi ambientale e quella alimentare con questo trend”. Aggiunge Rota: ”Come denunciamo da tempo con la nostra campagna ‘Non c’è cibo senza terra’ occorre mettere fine alla cementificazione selvaggia e alla predazione del suolo agricolo. La perdita di aree verdi e biodiversità comporta un danno economico stimato dal nuovo Rapporto in quasi 8 miliardi di euro l’anno: costa decisamente meno fare prevenzione, investendo sul lavoro delle tute verdi, cioè delle lavoratrici e dei lavoratori dell’agroalimentare, dei consorzi di bonifica, della forestazione, creando nuove opportunità occupazionali e di contrasto alla siccità e al dissesto idrogeologico”.
I dati aggiornati sul consumo di suolo, secondo Rota, “oltre a metterci in guardia sull’impatto ambientale ci dicono tra le righe anche un’altra cosa fondamentale: davanti alla tragedia in corso in Ucraina, nel cuore d’Europa, mentre prende forma una nuova geopolitica del cibo, oltre che energetica, dobbiamo essere meno dipendenti dall’estero, ma allora bisogna invertire la rotta. Come pretendiamo di incrementare le nostre produzioni agroalimentari, in qualità e soprattutto quantità, se continuiamo a mangiare suolo agricolo con nuovo cemento e pannelli solari? Oggi le parole d’ordine per affrontare la transizione ecologica devono essere: rigenerare, recuperare, riciclare, riqualificare, riconvertire. Rigenerare i tessuti urbani e sociali, recuperare il patrimonio esistente, riciclare gli scarti, riqualificare il capitale umano, riconvertire le produzioni. Invece, mentre diminuisce la popolazione, assistiamo all’aumento degli edifici, delle costruzioni in aree a pericolosità idrogeologica elevata, e di nuovi impianti fotovoltaici installati a terra”. Insomma, conclude il leader della Fai Cisl, ”non è così– che possiamo governare le sfide della sostenibilità e della sicurezza alimentare: il Parlamento e il prossimo Governo, a prescindere dagli orientamenti e dai partiti che ne faranno parte, dovranno farsi carico di cambiare strada con nuove regole e con risorse aggiuntive a quelle del Pnrr nell’interesse del Paese e dell’ambiente”.
Giampiero Guadagni
 

( 5 agosto 2022 )

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