Venerdì 7 ottobre 2022, ore 12:04

Economia

Covid e inflazione non frenano il turismo. I numeri tornano a livelli dell’estate 2019

Con un giugno da record, un luglio di tenuta, nonostante la nuova ondata di casi Covid, e un agosto a livelli pre-pandemia, l’estate 2022 riporta il turismo tra i settori più competitivi dell’economia italiana. La conferma di come il comparto sia tra i più brillanti viene dall’analisi dell’andamento del Pil negli altri Paesi con più o meno vocazione turistica. I dati del secondo trimestre dell’anno sono emblematici. In Spagna il Pil è cresciuto dell’1,1%, in Italia dell’1%, in Francia dello 0,5, mentre in Germania c’è stata crescita zero. E i dati del terzo trimestre per l’Italia potrebbero essere ancora più positivi. Non fosse altro perché la stagione estiva 2022 verrà ricordata come una delle migliori di sempre: sopra i livelli del 2019.
Come detto, il mese di giugno è andato ben oltre le aspettative. Nel mese di luglio, soprattutto a causa del nuovo picco del Covid, del caos aeroporti e dell’inflazione, si è registrato un raffreddamento delle intenzioni di viaggio dei nostri connazionali e qualche cancellazione. Ma il comparto ha tenuto e dalla seconda metà di luglio è scattata una nuova ripartenza.
I dati più recenti sono quelli dell’Osservatorio Turismo di Confcommercio e parlano di 27 milioni di italiani in vacanza tra luglio e settembre, per l’88% verso destinazioni nazionali, principalmente al mare (il 44%) e in montagna (15%), ma con un buon recupero anche delle città d’arte che, sommate ai piccoli borghi, raggiungono il 21% delle preferenze. 
Sono medie mobili, ma possiamo dire che siamo su valori simili a quelli dell’estate 2019, che fu un’estate da record.
Quell’anno l’Istat registrò a consuntivo 31,4 milioni di italiani che si erano presentati al check-in nelle strutture turistico-ricettive. 
Ma l’onda lunga della ripresa è iniziata ben prima dell’estate. A partire dalle fine del mese di aprile per gli alberghi è tornata la crescita. I segnali positivi si sono via via rafforzati, tanto che per il bimestre giugno-luglio, secondo dati Confindustria, si registra il 62% di strutture ad aver raggiunto i livelli pre-covid e il 47% circa che addirittura vede risultati migliori rispetto al bimestre giugno-luglio 2019 (più 7%).
Al momento anche le prenotazioni di agosto segnano mediamente dei risultati superiori rispetto allo stesso periodo 2019, grazie all’aumento degli stranieri (più 1,2%), mentre quelle degli italiani risultano allineate a quelle del 2019 (più 0,1%). 
A settembre restano ancora margini di incertezza ma anche segnali positivi dal mercato statunitense, anche grazie alla forza del dollaro sull’euro che favorisce la possibilità di scegliere la destinazione Italia per un viaggio. 
Tra i fattori di traino del settore, per l’estate 2022, c’è il ritorno delle città d’arte e del turismo internazionale, proprio quel segmento più colpito dalla crisi Covid degli ultimi due anni.
In primis il turismo americano che è tornato a scegliere in massa l’Italia per le proprie vacanze, seguito anche da altre provenienze, quali quella francese, spagnola, inglese, tedesca e araba.
La presenza dei viaggiatori internazionali è stata particolarmente rilevante nei segmenti più alti del mercato: le strutture di lusso hanno visto una crescita del 5% dell’occupazione delle camere nel bimestre giugno-luglio, rispetto allo stesso periodo del 2019.
Un trend positivo che prosegue a tassi più elevati ad agosto, considerato che si è registrato un più 6,2% di prenotazioni per la clientela straniera rispetto ad agosto 2019, elemento questo che costituisce oltre il 70% di chi si rivolge a tali strutture.
Ilaria Storti

( 12 agosto 2022 )

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