Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:39

Territori

Desertificazione commerciale fattore di declino della comunità

Ad aggravare la situazione dei borghi e dei quartieri arriva la desertificazione commerciale in particolare dei negozi e del piccolo commercio di prossimità, un fenomeno che evidenzia l’agire della post modernità.
Fenomeno che unito al venire meno dei servizi di pubblica utilità costringe territori e quartieri ad una vita marginale, peggiorando e rendendo precaria l’esistenza di importanti comunità siano esse urbane che extraurbane o montane.
Ciò che aveva avuto inizio con la riduzione dei sistemi assistenziali: distretti, ospedali, presidi sanitari, bancari, uffici postali servizi di mobilità, farmacie, scuole etc, oggi con la chiusura delle attività commerciali di prossimità si avvia ad accelerare il declino di molte comunità in via definitiva.
Senza servizi ed attività economiche i luoghi dell’abitare entrano in un percorso irreversibile che li condurrà inevitabilmente prima al declino e poi alla morte, un destino che al punto in cui siamo appare inevitabile, estremamente difficile da affrontare e segnato da ritardi che appaiono incolmabili.
L’ allarme gridato a gran voce da Confcommercio a livello nazionale e ripreso dallo stesso e da altri a livello locale parla di un vero disastro che certifica la chiusura di quattro negozi ogni ora a livello nazionale.
La portata della catastrofe economica si può intuire da questo nudo dato, che incide negativamente anche sul valore di case e immobili, che sono strettamente legati alla qualità della vita della comunità.
Dopo la chiusura o la delocalizzazione di attività industriali e manifatturiere, ed il pesante ridimensionamento dei servizi, che con grande fatica provano a resistere ricorrendo alle classi multiple, ai trasporti solidali, a forme di volontariato o di gestione di cooperative di comunità ed altre forme capillari di resistenza civica, animata da residenti ostinati sempre più residuali.
Anche i negozi di prossimità evidenziano quanto sia urgente prendersi cura del problema dello spopolamento e della desertificazione, perché gli stessi contribuiscono attivamente al senso di comunità, ad aumentare i valori immobiliari, il senso di sicurezza e di benessere ed infine la scelta dell’abitare che insieme al lavoro e ai servizi concorre in maniera importante alla decisione di vivere e abitare quel luogo, quella comunità.
Senza la solidità e la vitalità di quest’insieme di attività ed azioni prenderebbe il sopravvento solo la tristezza e la depressione, per questo è importante nello sviluppo territoriale e nella pianificazione urbanistica tenere conto di tutte le azioni e i settori che possono consolidare e sviluppare una comunità positiva e solidale.
Per questo la programmazione territoriale e lo sviluppo urbanistico devono avere carattere, controllo e finalità pubbliche e non dovrebbero essere sopraffatte dall’interesse e dalla speculazione privata, come purtroppo spesso avviene.
La chiusura di attività di prossimità, contribuisce a peggiorare la vita e le relazioni e incide sulla tenuta complessiva e la qualità dell’abitare, nel condividere esperienze e destino con la convinzione che un’attività commerciale di prossimità se chiude, difficilmente può sperare di riaprire ( 2/5% dei casi ), il più delle volte se ciò avviene non resiste a lungo, a meno che non sia un’operazione legata al riciclaggio e all’illegalità che sa sempre come approfittare delle crisi e delle fragilità economico sociali.
Sia periferie urbane sia aree interne soffrono questo fenomeno che seppur con aspetti diversi tende a rappresentare il problema più complesso della marginalità e della vita difficile, dell’angoscia e del degrado che si fa abbandono.
Tutto ciò che si sta muovendo è tremendamente in ritardo, e viene affrontato blandamente con poche idee, risorse, impegno, e scarsissima consapevolezza, pochi sono i sindaci e gli enti locali che hanno provato a riordinare il mercato locale, un’azione che tenendo conto di spazi abitanti e attività potrebbe dare nuova forma e speranza al commercio di prossimità.
La desertificazione in tutte le sue componenti è frutto di un’evoluzione del mercato che ha creato un’offerta straordinariamente vantaggiosa ad esempio nei campi del commercio al dettaglio con la nascita dell’E-commerce - naturale evoluzione dei centri commerciali - e nel settore del turismo con gli Air b&b. Entrambi straordinari interpreti del nuovo commercio, capaci di mettere in campo un’offerta talmente vantaggiosa, prezzi, servizio, prodotto, che non può essere contrastata da attività materiali di piccole dimensioni, che spesso vengono chiuse per essere sostituite dagli affitti a breve.
Lo stesso Papa Francesco ha più volte richiamato l’attenzione sul modello di sviluppo e su una politica sottomessa alla tecnologia e alla finanza con i poteri economici concentrati sulla speculazione e l’accumulo di ricchezza piuttosto che al benessere delle persone, un sistema destinato ad ampliare le disuguaglianze e distruggere l’ecosistema terrestre.
Ulderico Sbarra

( 28 febbraio 2025 )

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