Il turismo e l'impegno politico hanno aiutato l'economia italiana a riprendersi "bene" dalla pandemia e dagli shock dei prezzi energetici. "Tuttavia la crescita è moderata e la politica fiscale espansiva ha mantenuto il deficit e il debito molto elevati, innalzando il premio di rischio e agendo come freno agli investimenti del settore privato". L'analisi è del Fondo Monetario Internazionale, secondo il quale il debito può essere ridotto con un "limitato costo per la crescita ritirando le misure di crisi inefficienti e temporanee", quali i "sussidi per la ristrutturazione delle case", il Superbonus, e le "misure per compensare l'elevata inflazione". Il Fondo esorta quindi l'Italia a "rinvigorire la produttività" e ad "ampliare la forza lavoro affrontando il problema della bassa fertilità e della bassa partecipazione femminile". Questo "darebbe una spinta alle prospettive di crescita dell'Italia", affermano gli esperti del Fmi. Notando come il pil italiano abbia ormai superato i livelli pre-Covid in una "performance più solida delle altre grandi economie europee" - l'istituto di Washington conferma una crescita dello 0,7% per il 2024 e il 2025, seguita da un "rallentamento temporaneo" nel 2026 e nel 2027 con il completamento del Pnrr. Successivamente la crescita è attesa tornare al suo potenziale, che potrebbe riflettere "sempre più la contrazione delle popolazione in età lavorativa a meno che non venga compensata da un aumento della produttività, sostenuto da riforme strutturali e investimenti efficaci, da una maggiore partecipazione alla forza lavoro e dal continuo assorbimento di lavoratori stranieri".
G.G.

