Venerdì 7 ottobre 2022, ore 11:01

Crisi energetica

Friuli Venezia Giulia: cartiere a rischio

Tempi bui per le sei cartiere del Friuli Venezia Giulia, messe a dura prova a causa dei costi energetici schizzati alle stelle. Dopo il fallimento, decretato lo scorso 8 luglio, della cartiera di Rivignano, in provincia di Udine, con i suoi 45 dipendenti da ricollocare, anche gli altri siti produttivi della regione stanno pagando un prezzo altissimo in termini di tenuta. Prova ne è che, dopo aver tentato la strada della riorganizzazione dei turni e quella del lavoro nei fine settimana, anche i colossi Mosaico di Tolmezzo (si legga altro pezzo) e Burgo di Duino Aurisina, da poco ceduta alla multinazionale Mondì, hanno fatto richiesta di cassa integrazione, al pari delle cartiere di Ovaro e di Moggio Udinese. La motivazione, riportata anche nelle procedure, non lascia spazio a dubbi, riferendosi all’ultima circolare Inps del 10 agosto scorso, ovvero all’impossibilità di reperire energia a prezzi sostenibili. “Siamo di fronte - commenta per la Fistel Cisl Fvg, Massimo Albanesi - ad una situazione a spirale, dove l’aumento dei costi di approvvigionamento energetico si riflette anche sui prezzi del prodotto finito, lievitati fino al 15-20%, con cali della richiesta oramai significativi”. Per dare la misura di quanto sta accadendo nel mondo delle cartiere, aziende notoriamente energivore, basti pensare che un sito con tre macchine di piccole dimensioni (come alcune delle cartiere del Fvg) che produce fogli di carta di 2.5mt di larghezza (per intenderci, la Burgo ne realizza da 5,5 metri) consuma 40mila metri cubi di gas al mese per far funzionare una sola macchina, mentre per la messa in opera delle altre due deve acquistare energia elettrica, anche questa venduta a costi esorbitanti. A parlare sono anche le bollette: per le medie cartiere del Friuli Venezia Giulia, con produzione attorno alle 100mila tonnellate all’anno, parliamo di fatture più che duplicate, passate dal milione al mese agli oltre 2,5 milioni, sempre al mese. Un altro dato utile a capire la difficoltà in cui versano le cartiere, soprattutto per quanto riguarda la volatilità del prezzo del gas, riguarda il costo a metro cubo: entro il 60% dei sopra-ipotizzati 40mila mc2, siamo a 25 cent, oltre il 60% il prezzo sala ad oltre i 3 euro. Costi che solo le aziende che hanno installato nuovi impianti, come, ad esempio, la cartiera di Ovaro, riescono in qualche modo a compensare, grazie ai risparmi decennali previsti sulle quote di CO2 in aria, ovvero i certificati bianchi, il cui valore, inizialmente intorno ai 22 euro, oggi risulta anche superiore ai 100 euro. La situazione delle cartiere del Friuli Venezia Giulia è, dunque, critica: si attende, pertanto, la convocazione del tavolo, sollecitato qualche giorno fa dalle organizzazioni sindacali nazionali, con Assocarta e Assografici. “La situazione è molto grave e seria - rincara Paolo Gallo della Fistel Cisl Nazionale, tra i firmatari della richiesta, sottolineando come le criticità, partendo dal gruppo Burgo, siano destinate ad estendersi a tutta Italia e ad altri grandi gruppo e realtà, come la Progest di Mantova o in tutta la Lucchesia, con richieste di cassa integrazione fino a due settimane. “Pur se rappresentano un settore mediamente piccolo - spiega Gallo - le cartiere sono un segmento vitale e purtroppo prevediamo che a stretto giro cominceremo ad avere i primi riflessi della crisi, a partire dalla mancanza di scorte di carta ed imballaggi”, ampiamenti richiesti anche da grossi operatori come, per esempio, Amazon. La situazione attuale, gli alti costi energetici mettono ovviamente in discussione anche tutti gli investimenti futuri del settore.
Mariateresa Bazzaro

( 20 settembre 2022 )

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