Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:33

Medio Oriente

Gaza, scatta il cessate il fuoco

Dopo 471 giorni e quasi 47mila morti, è scattato infine il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza: avrebbe dovuto entrare in vigore alle 8:30 di stamani, ma è slittato alle 11.30 per nuove interlocuzioni tra Israele e Hamas. Lo ha fatto sapere in una nota Majed al-Ansari, ministro degli Esteri del Qatar, mediatore principale tra le parti: "Il cessate il fuoco a Gaza inizierà. Confermiamo che i nomi dei tre ostaggi che saranno rilasciati oggi sono stati consegnati alla parte israeliana". In particolare, si tratta di tre donne israeliane con doppia nazionalità, "una delle quali di nazionalità romena e le altre due di nazionalità britannica, e quindi il cessate il fuoco è iniziato". Si tratta di Romi Gonen, Doron Steinbrecher e Emily Damari. Le donne, come riferiscono ancora le fonti di stampa regionali, saranno rilasciate alle 14 ora locale. Nel frattempo festeggiamenti sono scoppiati nella Striscia di Gaza, che attende l'entrata il vigore del cessate il fuoco da quasi quindici mesi. Stamani, il premier Benjamin Netanyahu aveva annunciato il rinvio della tregua in quanto il gruppo palestinese non aveva ancora consegnato la lista contenente i primi tre nomi degli ostaggi da rilasciare, che sarebbero dovuti arrivare ieri. Hamas, dal canto suo, ha motivato il ritardo con "problemi tecnici", ribadendo pieno impegno a rispettare i termini dell'accordo. Nel frattempo però non si sono fermati i bombardamenti israeliani contro la Striscia: a partire dalle 8:30, secondo Mahmoud Basal, portavoce della protezione civile palestinese, diciannove persone sono rimaste uccise nei raid contro Rafah, Khan Younis e alcune zone nel nord di Gaza. Altre 36 sono rimaste ferite. Ciò porta il bilancio delle persone uccise dall'annuncio del cessate il fuoco di mercoledì scorso a oltre 150 vittime.

Nell'Angelus Papa Francesco ha ringraziato i mediatori: "Esprimo gratitudine a tutti i mediatori: è un bel lavoro questo di mediare perché si faccia la pace. Ringrazio tutte le parti coinvolte in questo importante risultato. Auspico che quanto è stato concordato venga rispettato subito dalle parti. Auspico che le autorità politiche di entrambi con l'aiuto della comunità internazionale possano raggiungere la giusta soluzione per i due Stati. Tutti possano dire sì al dialogo, sì alla riconciliazione, sì alla pace".  "Tutti gli ostaggi possano tornare finalmente a casa per riabbracciare i loro cari. Prego tanto per loro, e per le loro famiglie. Spero pure che gli aiuti umanitari raggiungano ancora più velocemente in grande quantità la popolazione di Gaza che ne ha tanta urgenza.  Sia gli israeliani che i palestinesi hanno bisogno di chiari segni di speranza", ha concluso il Papa.

( 19 gennaio 2025 )

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