Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:43

Istruzione

Generazione Erasmus, in 36 anni anni 13 milioni di europei coinvolti

Il progetto Erasmus è sicuramente uno dei più longevi e fortunati tra quelli avviati dall'Unione europea. In 36 anni - il programma nasce nel 1987 - sono stati 13 milioni i giovani coinvolti. L'Italia è uno dei Paesi più attivi su questo fronte. Sono infatti oltre 720 mila gli studenti italiani partiti in questi anni per periodi di studio o tirocinio nei vari Paesi dell’Unione. Non Solo. L’Italia è il secondo Paese Ue per numero di studenti accolti. Dal 2014, infatti, sono stati circa 200 mila gli studenti europei ospitati nei nostri atenei. Dal 2013 i confini del programma si sono ampliati. È nato Erasmus+, che ha allargato la platea dei partecipanti agli studenti delle scuole superiori e ai membri dei settori della formazione, del volontariato, del lavoro e dello sport. Fra i suoi obiettivi, oltre quello della crescita, dell'occupazione, dell'equità e dell'inclusione sociale, ci sono anche la lotta alla disoccupazione, soprattutto giovanile; la promozione dei valori europei comuni; e lo sviluppo della dimensione europea dello sport. Erasmus+, in sostanza, è un grande sistema didattico e formativo che unisce agli studenti anche i docenti, i volontari di associazioni, i tirocinanti, gli sportivi, assieme a una serie di figure ammesse alla possibilità di vivere un periodo di formazione all'estero. Anche questa nuova versione ha avuto successo. Nel solo 2023 sono stati oltre 16 mila gli studenti e 10 mila gli insegnanti in mobilità per formazione e scambi e 1.400 istituti scolastici accreditati. Quanto alla formazione degli adulti, nel 2023 sono state coinvolte nelle mobilità in Europa oltre 2.300 persone tra educatori, formatori e altro staff EDA e circa 1.300 docenti.
Il progetto, dunque, ha fatto molta strada da quando è nato ufficialmente, il 17 giugno 1987. Dopo una serie di scambi pilota effettuati dal 1981 al 1986, il programma Erasmus offriva agli studenti universitari dei Paesi europei coinvolti la possibilità di studiare presso l'università di uno stato aderente per un periodo di tempo compreso fra i 3 e i 12 mesi. Quel primo anno furono 3244 gli universitari degli 11 Stati aderenti che partirono per studiare all'estero. Oggi aderiscono al programma tutti i Paesi dell’Unione, oltre a Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Malta, Macedonia del Nord, Turchia e Serbia.
L’Italia ha avviato dall’anno scolastico 2024-2025 anche un Erasmus italiano, che prevede una mobilità degli studenti tra gli atenei del Paese. Il programma stato finanziato dal ministero dell’Università con 10 milioni di euro. L’obiettivo è quello di supportare la costruzione di “percorsi didattici innovativi, che promuovano l’interdisciplinarietà e la flessibilità dell’offerta formativa, rafforzando al tempo stesso l’integrazione e la complementarietà tra i nostri atenei”.
Nel dettaglio, il Fondo prevede una dotazione di 3 milioni di euro per l’anno 2024 e di 7 per il 2025. Le risorse sono destinate agli studenti iscritti a percorsi di laurea, laurea magistrale e a ciclo unico, che partecipino a programmi di mobilità sul territorio nazionale. L’importo massimo per ciascuna borsa di studio è di 1.000 euro mensili. Per accedervi gli studenti non dovranno superare la soglia ISEE di 36mila euro annui.
Ilaria Storti

( 31 luglio 2024 )

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