Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:41

Focus

Giubileo: Roma città aperta ma a rischio overbooking

Roma città eterna, in eterna emergenza sotto molteplici aspetti, si trova a circa 250 giorni dall’apertura del Giubileo. Ma le strutture ricettive della Capitale saranno in grado di sopportare l’ "invasione" dei circa 35 milioni di pellegrini previsti per l’Anno Santo?
Ne abbiamo parlato con Stefano Diociaiuti, segretario generale della Fisascat Cisl Roma e Lazio.
Segretario, Roma è  sempre in prima linea per l’accoglienza turistica, a prescindere dal Giubileo, ma sarà preparata ad implementare l’offerta  in questo specifico evento?
Durante le vacanze pasquali il turismo a Roma ha registrato numeri record, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. Tuttavia, ancora nulla di paragonabile alle stime riguardanti il Giubileo: gli arrivi supereranno i 35 milioni e la Capitale sarà sotto i riflettori del mondo intero. Roma è una città resiliente e sfaccettata, capace di rispondere a forti "stress" positivi e negativi, per consuetudine storica e per la sua vasta estensione territoriale; crediamo tuttavia che molto, nell’andamento dell’Anno Santo, dipenda dalle attività di pianificazione e coordinamento dei flussi e dei servizi ai turisti. Da tempo ribadiamo che il comparto turistico a Roma, per le sue caratteristiche e le sue potenzialità, deve essere trattato come una vera e propria industria: serve una visione sistemica e partecipata, organizzata ad ampio raggio. Politiche miopi, di corto respiro e "scollate" tra loro non possono che creare crepe e ruggine nel funzionamento di un sistema che deve invece essere elastico, ben articolato, disegnato e realizzato con cura.
In poche parole, ciò che serve è uno sforzo comune di programmazione e monitoraggio capillare dei punti di forza e di quelli di fragilità del comparto: si deve restare vigili, attenti e, soprattutto, lavorare insieme. Parlando di programmazione, riteniamo fondamentale non si perda un’importantissima occasione: l’implementazione dell’attrattività turistica e dei servizi deve essere resa strutturale e non limitarsi all’anno Santo. Dobbiamo prevedere piani che vadano oltre al 2025: l’onda turistica del Giubileo del 2000, ad esempio, ha fatto crescere il turismo in modo progressivo nel 2001, fino al 17% a cui si è arrivati prima dell’attentato alle Twin Towers. Vanno messe a frutto le buone prassi e si deve imparare anche a correggere ogni eventuale errore, facendo tutto il possibile per fare in modo che il turismo a Roma, e conseguentemente l’occupazione del comparto, non siano "mordi e fuggi".
Quali sono le maggiori criticità per il settore rilevate dal sindacato?
Sotto il profilo occupazionale, nel corso degli ultimi anni abbiamo protestato contro alcune grandi realtà alberghiere, che hanno avviato licenziamenti anche su vasta scala, in momenti in cui, invece, i dati relativi all’affluenza turistica a Roma registravano tassi altissimi. Ci troviamo spesso di fronte a un paradosso, a una contraddizione: a fronte delle immense potenzialità del comparto, in una città che ha un patrimonio storico-artistico inestimabile e potrebbe garantire occupazione di livello e di qualità, talvolta ci troviamo a combattere contro abusivismo, improvvisazione e un’offerta turistica scadente, a cui corrispondono posti di lavoro precari e mal pagati. La risposta da mettere in campo è sempre la solita: pianificazione, monitoraggio e una visione industriale del comparto che sostenga la formazione e qualificazione dei lavoratori e delle imprese.
Uno degli altri grandi problemi riguardanti il comparto è il sommerso ricettivo, che porta ovviamente con sé il lavoro nero: negli ultimi anni hanno proliferato gli affitti di appartamenti da parte dei privati e non sempre sono state rispettate le normative e gli standard di sicurezza. Tutto ciò genera dumping nei confronti delle imprese virtuose, in svantaggio competitivo verso chi non onora le regole: il risultato è un livellamento verso il basso dei servizi ai turisti e al contempo dell’occupazione.
Cosa ne pensa dei comitati contro i pullman turistici in centro, come si potrebbe procedere?
Si tratta di una situazione delicata, in cui il diritto alla salute e a una mobilità sostenibile dei cittadini romani deve essere contemperata con le esigenze di spostamento e mobilità legate agli alti numeri di turisti, alcuni dei quali anziani o disabili. Crediamo che, come sempre, la soluzione si trovi nella mediazione, ovvero nell’equilibrio e bilanciamento delle diverse istanze: serve innanzitutto l’ascolto di tutte le parti interessate: solo da questo atteggiamento nascono compromessi creativi. E’comunque certo e imprescindibile che la gestione dei flussi turistici debba avvenire nel rispetto degli abitanti e della Città di Roma.
E il protocollo per l’accoglienza turistica siglato a settembre da Santanchè Gualtieri e Santa sede? Rimarrà sulla carta?
Le opportunità legate alla digitalizzazione sono importanti, soprattutto in una città che ha l’elevata estensione territoriale e densità artistica di Roma: siti, app e totem possono essere utili al turista per districarsi meglio nel meraviglioso dedalo di vie e di offerte storico-culturali della Città. Auspichiamo quindi che il protocollo sia realizzato con efficacia: l’offerta di servizi di prenotazione e bigliettazione può essere importante anche per decongestionare le file che inevitabilmente si creeranno, soprattutto per quanto riguarda i luoghi sacri. I grandi eventi come l’Anno Santo possono essere occasioni irripetibili per mettere in campo buone prassi e portarle avanti nel tempo, rendendole strutturali.
Servirebbero assunzioni e/o stabilizzazioni nel settore alberghiero e della ristorazione?
Torniamo a esprimere un auspicio: Roma ha tutte le carte in regola per garantire agli addetti nel comparto del Turismo non soltanto un alto numero di posti di lavoro, ma anche qualità dell’occupazione. Vanno innescati circoli virtuosi, in cui il miglioramento dei servizi offerti proceda di pari passo con la riqualificazione e valorizzazione di chi lavora: si tratterebbe di una tendenza "win-win", che porterebbe benefici non soltanto ai turisti e ai dipendenti, ma alle stesse imprese, che non potrebbero non trarre vantaggio dall’aumento generale dell’attrattività della Capitale. Ciò che va evitato, al contrario, è la caduta in meccanismi al ribasso di improvvisazione, esagerata stagionalità, mancanza di rispetto di contratti e diritti. In questo modo presenteremmo veramente una brutta cartolina della città e mancheremmo la grande occasione di redistribuire in modo equo ricchezza e benessere. Secondo le stime di Isnart-Istituto nazionale ricerche turistiche, la spesa turistica ammonterà a 16,7 miliardi di euro: risorse che possono e devono rappresentare un’occasione per aumentare il benessere dei lavoratori. La mancanza di personale o di candidati nel comparto è infatti, a nostro parere, dovuta alla presenza di offerte che talvolta sono, per usare un eufemismo, poco dignitose.
Il Giubileo è davvero un’opportunità per la Capitale?
Sicuramente il Giubileo è una grande opportunità per la città di Roma: può essere importante per destagionalizzare il turismo, per introdurre buone prassi, per essere ancora più attrattiva e per garantire migliori servizi e più lavoro. Se ben gestite, le operazioni di "restyling" effettuate dalle città che si apprestano ad accogliere grandi eventi possono stravolgere, in senso positivo, il volto e la vivibilità dei luoghi. E’altrettanto alto il rischio di congestione e gli ingolfamenti: molto dipenderà dalle attività di pianificazione già messe in campo, dai cantieri e dagli interventi sulla mobilità previsti per l’anno Santo. I problemi endemici di Roma, riguardanti ad esempio il traffico e i rifiuti, dovranno essere trattati con grande attenzione: se la Capitale non si presenterà al meglio, rischiamo un effetto boomerang sul piano reputazionale che sarebbe davvero penalizzante. Per non sovraccaricare troppo la Capitale, dovremmo inoltre rafforzare il turismo nei dintorni laziali, spesso troppo poco valorizzati ma di una bellezza straordinaria: il Lazio non è soltanto la città di Roma, ma ospita luoghi storici e paesaggistici di immenso interesse.
I servizi saranno all’altezza della situazione per una città che vive costantemente nell’emergenza?
Einstein diceva  "è meglio essere ottimisti e avere torto piuttosto che pessimisti e avere ragione". Vogliamo credere e pensare che tutto andrà per il meglio, anche se sarà probabile trovarsi di fronte a frizioni dovute all’elevatissimo numero di persone che la Capitale dovrà accogliere. Detto ciò, tutti i protagonisti in causa - parti sociali, istituzioni, imprese - devono impegnarsi al massimo e restare vigili per fare fare in modo che il Giubileo rappresenti un’occasione di miglioramento sotto ogni profilo. E' vero, Roma è una città che vive costantemente nell’emergenza: la resilienza di cui è capace non deve tuttavia essere il pretesto per andare avanti così. Possiamo, dobbiamo pensare una città fiorente e ordinata, felice: un luogo che, grazie alla sua straordinaria storia e bellezza può garantire lavoro, benessere, servizi di qualità per cittadini e turisti.
Cecilia Augella

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