Giovedì 20 agosto 2026, ore 16:45

Conti pubblici

Governo avanza sulle privatizzazioni, cede il 2,8% di Eni

Il Governo prosegue nel piano delle privatizzazioni cedendo, con una procedura accelerata di raccolta ordini, una quota del 2,8% del gruppo in mano al Mef, che scende così sotto il 2% del capitale (dal 4,797%). 
Il controllo pubblico di Eni resta in ogni caso assicurato dalla partecipazione di Cdp (la cui maggioranza fa capo allo stesso Mef con una quota di minoranza delle fondazioni bancarie) che detiene il 28,503%.
Lo scorso gennaio il sottosegretario al Mef Federico Frani aveva detto che “non c'è nessuna fretta di privatizzare ma che si privatizzerà bene, nei tempi giusti, nei momenti giusti”, rispettando comunque l'obiettivo del Def di autunno 2023 che prevede, per i prossimi tre anni, cessioni pari all'1% del Pil. Un valore che, come ricordava l'osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, corrisponde a circa 20 miliardi di euro.
La decisione di cedere ora coglie anche il recupero del listino milanese e della stessa azione Eni che è tornata proprio attorno ai livelli di gennaio scorso (15,11 euro). A questi prezzi l'operazione vale poco meno di 1,4 miliardi. 
Per il Tesoro quindi si tratta di un ulteriore passo nel cammino delle privatizzazioni, che si rendono necessarie in un momento in cui i conti pubblici devono affrontare da qui ai prossimi anni le alte spese per il Superbonus.
Oltre a Eni e a Mps potrebbero essere privatizzate (anche solo in parte): Enav, Enel, Poste, Leonardo cui si aggiungono quelle detenute da Cdp (fra cui Italgas, Terna, Snam Fincantieri). 
Operazioni che però devono fare i conti con la volontà politica e considerazioni sulla strategicità della partecipazione.
C’è poi la questione della dismissione degli immobili pubblici. 
Per il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, si tratta di un’altra strada per ridurre il debito: “Parliamo di un patrimonio che oscilla tra i 600 e gli 800 miliardi e della possibilità di cessioni per un valore pari a 300 miliardi attraverso, ovviamente, delle procedure corrette e degli strumenti appositi.”
Forza Italia “si è espressa più volte in questo senso. Lo ha fatto con il Ministro Tajani e io stesso sono più volte intervenuto sulle privatizzazioni perché lo Stato può mantenere il controllo delle società anche con il 50,1%”.
 

( 16 maggio 2024 )

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