Venerdì 1 luglio 2022, ore 21:11

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Salute e ambiente

Incubo Malagrotta: nube nera sulla Capitale

Bruciano da ieri pomeriggio il gassificatore e il Tmb 2 di Malagrotta, il grande sito di raccolta rifiuti nella periferia ovest di Roma. I Vigili del Fuoco hanno circoscritto l’incendio ma non lo hanno ancora domato del tutto. "E' un intervento complesso, il materiale combustibile è molto, le fiamme tendono a riprendere, questo ci fa pensare a tempi molto lunghi". Riferisce il portavoce dei Vigili del Fuoco, Luca Cari. "Abbiamo 10 squadre al lavoro - ha spiegato Cari - uno dei compiti importanti è evitare che le fiamme si propaghino alle altre strutture e altre aree. Nella migliore delle ipotesi si andrà avanti almeno per un giorno". A fiamme spente la Procura disporrà il sequestro dell'area per capire le cause dell'enorme rogo che ha distrutto il gassificatore (in disuso da oltre 10 anni ma che funzionava come vasca di ricezione del Cdr prodotto dai 2 Tmb) e il più grande dei 2 impianti di trattamento meccanico-biologico, che lavorava 900 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati di Roma. I pm di Roma hanno aperto un fascicolo per reato colposo. L'indagine è affidata ai carabinieri, tra cui gli specialisti del Noe. La grande nube è monitorata dall'Arpa Lazio, che ha posizionato due centraline mobili in base alla direzione del vento. Mentre quella fissa, che da anni staziona a Malagrotta, dovrebbe fornire i primi risultati su un eventuale aumento dei valori Pm10 e delle diossine. "L'aria è irrespirabile - ha raccontato Marco Donati, cittadino della zona e presidente dell'associazione Parte civile. Un incidente di questo tipo non si era mai verificato qui. Il Tmb lavorava a pieno regime e tutto lascia supporre che si sia verificato un malfunzionamento dell'impianto. Questo tipo di contaminazione ambientale è devastante per tutti". "Il disastro di Malagrotta, al di là delle responsabilità accidentali o colpose che la Magistratura dovrà appurare, dimostra ancora una volta che una Capitale come Roma è fragilissima e ha bisogno di uno sforzo definitivo, in termini economici, politici e sociali, per girare pagina sull’emergenza rifiuti convergendo nella scelta di puntare a impianti moderni e avanzati di trattamento mirati alla chiusura del ciclo dei rifiuti". Afferma Carlo Costantini, segretario generale della Cisl Roma Capitale Rieti. "L’incendio è una catastrofe ambientale ed economica di proporzioni ancora oggi inimmaginabili. Alle istituzioni chiediamo la massima celerità per introdurre misure di aiuto per le realtà economiche, soprattutto agricole, che gravitano nella zona e sono messe a repentaglio dalla crisi ambientale sprigionata dai fumi tossici. Così come vanno tutelati tutti gli abitanti. Al contempo, però, non dobbiamo prenderci in giro: l’emergenza rifiuti è l’emergenza di Roma. Finché non verrà affrontata come tale, con la responsabilità, le risorse, il rigore e l’urgenza che il caso pretende, saremo destinati - conclude - ad una drammatica sequela di incidenti, rallentamenti, crisi. Basta mettere toppe ad un sistema che non regge più".
“Dopo l’incendio del Tmb Malagrotta2, la preoccupazione per la salute dei cittadini e dei lavoratori è molto alta: siamo in costante contatto con la E.Giovi, proprietaria dell’impianto, e anche con Ama, per fare in modo che i lavoratori, tra cui quelli che prestano servizio presso l’autorimessa aziendale di Ponte Malnome, la più vicina ed esposta a emissioni nocive, siano in sicurezza”. Intervengono così Luigi Benedetti e Massimiliano Gualandri, rispettivamente segretario regionale e coordinatore Igiene Ambientale della Fit-Cisl del Lazio.
“E’fondamentale, nell’immediato - proseguono i sindacalisti - procedere a una riorganizzazione tempestiva e flessibile, che si adatti in modo rapido agli esiti dei monitoraggi delle centraline sulla qualità dell’aria. I racconti che ci arrivano da chi si è trovato in prossimità dell’incendio sono davvero impressionanti e siamo pronti a contribuire a soluzioni tempestive per la sicurezza di tutti. In attesa che siano verificate le cause e le dinamiche dell’incendio di ieri - il secondo in pochi anni dopo quello del Tmb Salario-, ribadiamo che il problema della gestione dei rifiuti va risolto nel suo insieme, in modo sistemico: servono impianti, centri di smistamento e un’organizzazione del ciclo dei rifiuti solida, in grado di reggere alle fatalità, alle insidie e alle emergenze. Dobbiamo raggiungere questo obiettivo - concludono - per il bene dei lavoratori, degli abitanti e della stessa Capitale”.
Cecilia Augella

( 16 giugno 2022 )

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