Martedì 25 gennaio 2022, ore 18:13

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Tecnologia

Innovazione e transizione digitale. Le Pmi stentano a cambiare pelle

Le Pmi, le piccole e medie imprese italiane rincorrono ma ancora stentano del tutto a voltare pagine quanto a innovazione digitale. E’ quanto emerge dal Report Istat su Imprese e Ict nel 2021. In linea generale, considerando più aspetti, l’indagine fotografa che, nel 2021, il 60,3% delle piccole e medie imprese italiane ha raggiunto ”almeno un livello base di intensità digitale (56% la media Ue27)”. Il target europeo 2030 è del 90%. Inoltre, tra le imprese con almeno 10 addetti, il 41,9% ha acquistato ”servizi di cloud computing di livello medio-alto e il 51,9% di livello intermedio e sofisticato (35% la media Ue 27, 75% l’obiettivo europeo 2030)”. Secondo i ricercatori dell’Istat, gli indicatori del Digital economy society index per le Pmi che vendono online rilevano che il miglioramento si registra ma è ”ancora molto lento” mentre cresce ”il numero di imprese che usano almeno due social media (da 22% a 27%)”. Altro dato interessante in epoca di transizione digitale e risorse del Pnrr che andranno destinate è quello che indica come, nell’uso di dispositivi e sistemi intelligenti controllati via Internet (IoT), le imprese italiane con almeno 10 addetti siano, al momento, ottave in Europa. Tornando all’aspetto del livello di digitalizzazione delle Pmi italiane secondo i dodici parametri della Ue, l’Istat rileva che ”l’80% delle imprese con almeno 10 addetti si colloca ancora a un livello basso o molto basso di adozione dell’Ict, non essendo coinvolte in più di 6 attività tra quelle considerate. Il restante 20% svolge invece almeno 7 delle 12 funzioni, posizionandosi su livelli alti o molto alti di digitalizzazione”. Inoltre, il 60,8% delle imprese con almeno 10 addetti ha un livello di digitalizzazione ”di base” e occupa il 78,1% di addetti. Da considera anche il livello di connessioni a banda larga di cui le Pmi possono disporre sul territorio nazionale: ebbene, ”la connessione in banda larga fissa con velocità almeno pari a 30 Mbit/s - si legge nel report - è la tecnologia diffusa nella maggior parte delle imprese (78,3%) anche tra quelle che la adottano come unica tra le 12 analizzate (67,1%)”. Certamente le dimensioni delle imprese condizionano l’adozione delle tecnologie. Da questo punto di vista i dati parlano chiaro. Nella classe di imprese 10-49 addetti si utilizza banda larga a velocità almeno pari a 30 Mbit/s (BL); nel caso delle grandi imprese è tutta un’altra storia così come tra le imprese con almeno 50 addetti che possono ricorrere all’utilizzo di diverse tecnologie inserite nei processi di produzione e organizzazione. Un altro dato che misura la capacità di adottare tecnologie innovative secondo le dimensioni dell’azienda è il dato che rileva ”la presenza di IoT e di vendite online almeno pari all’1% dei ricavi totali che si riscontra solo nelle imprese con almeno 250 addetti”. Stesso discorso per le vendite online: nel 2020 la percentuale di imprese con almeno 10 addetti che hanno effettuato vendite online continua a essere contenuta (18,4%) e, sebbene si sia registrato un incremento di due punti percentuali rispetto al 2019, resta sotto la media UE 27 (23%). Più consistente la crescita per le imprese con almeno 250 addetti rispetto a quelle con 10-49 addetti.
An. Ben.

( 12 gennaio 2022 )

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