Martedì 28 maggio 2024, ore 11:48

Incidenti sul lavoro

Lorenzo Parelli voleva solo imparare un mestiere

La morte di Lorenzo Parelli, il diciottenne deceduto venerdì scorso, nell’ultimo giorno del suo progetto di studio-lavoro, a sole due ore dalla fine del turno, lascia sotto shock il Friuli Venezia Giulia e l’Italia intera. Il giovane, che sognava di diventare operaio metalmeccanico, stava imparando il mestiere presso la ditta Burimec di Lauzacco, in provincia di Udine, quando è stato colpito da una putrella di 150 chili, nel reparto assemblaggio dove era in fase di realizzazione un impianto di laminazione dell’acciaio. Sono in corso di accertamento non solo la dinamica dell’infortunio, ma anche eventuali responsabilità del tutor di Lorenzo, che - riporta il quotidiano locale Messaggero Veneto - sembra essere stato assente per malattia e sostituito da un collega. Grande sgomento ha suscitato la notizia, con un abbraccio unanime che si è stretto attorno alla famiglia, ma che non ha nascosto la sua rabbia per una morte “ingiusta”. All’indomani del tragico evento, si è aperta una fortissima discussione sulla validità dell’alternanza scuola-lavoro e del duale professionalizzante, quest’ultimo svolto da Lorenzo. Una discussione che ha messo in evidenza la confusione dell’opinione pubblica, tra i due sistemi e che punta a crocifiggere una modalità di approccio ormai collaudata non solo in regione, ma anche in Europa, e che non ha mai prima d’ora registrato incidenti. “Ogni incidente sul lavoro - commenta il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco - è uno schiaffo, che diventa ancora più intollerabile se la vittima è un giovane con tutta la vita davanti. Tuttavia, credo che non debba essere messa in discussione la validità di uno strumento indispensabile per avvicinare consapevolmente i giovani al mercato del lavoro e renderli autonomi. Credo, semmai, che vadano innalzati ulteriormente i livelli di vigilanza, di protezione e sicurezza”. ”La morte del giovane Lorenzo Parelli dovrebbe scuotere il Paese su due questioni a lungo denunciate dal sindacato ma ancora inascoltate” - chiarisce il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. La prima riguarda lo strumento dello stage in alternanza scuola-lavoro, che è colpevolmente usato da molte aziende come 'lavoro gratuito'. L'alternanza ha carattere di apprendimento, non deve essere altro, e invece finisce per essere troppe volte pericoloso sfruttamento legalizzato. La seconda questione è di fondo, e riguarda la scia interminabile di incidenti sul lavoro. Si continua a morire, ad infortunarsi, ad ammalarsi di lavoro ogni singolo giorno. Da anni chiediamo una patente a punti per classificare e qualificare le aziende. Il Governo dovrebbe far partire, come promesso, un piano straordinario di ispezioni, soprattutto nell'edilizia, assumendo più personale. Bisogna investire su Prevenzione e Formazione. Occorre introdurre il tema nei programmi scolastici e vincolare ogni euro del Pnrr erogato per le aziende all'applicazione dei contratti. Gli appelli ed il cordoglio non bastano più. Le risorse stanziate finora per arginare il caro bollette sono importanti ma da sole non bastano. Il tema della lotta all'inflazione, della politica salariale, del rincaro delle bollette e le misure a sostegno del lavoro e dei settori in crisi sono oggi questioni collegate ed andranno affrontate nelle prossime settimane con un rinnovato dialogo e concertazione tra il Governo e le parti sociali. Per la Cisl questa rimane la ricetta per far ripartire il paese”. 
Mariateresa Bazzaro
 

( 24 gennaio 2022 )

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