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Lunedì la scuola torna formalmente in presenza

Lunedì si torna a scuola, in presenza. Almeno finché non compariranno nuovi casi e ricomincerà la giostra della Dad. Il Governo ha tenuto il punto. Ma le Regioni si muovono autonomamente e alcune minacciano chiusure. La Campania, per esempio, ipotizza iniziative autonome. Del resto, già nel primo anno di pandemia, le scuole campane sono state chiuse più di tutte le altre.

In molti avevano chiesto un rinvio. I presidi avevano ipotizzato due settimane di Dad. Ma il ministro Bianchi ha ribadito che l’obiettivo di tutto il pacchetto approvato in Cdm “e in particolare per la scuola è di tornare in presenza e sicurezza”.

Anche i sindacati sono molto critici sulla gestione della situazione delle scuole. E sui mancati interventi per la sicurezza. “La diffusione del virus sta procurando un danno ancora più grave sottolinea la segretaria della Cisl Scuola Maddalena Gissi -. Si è insinuato nelle nostre famiglie, ha rivoluzionato le tradizioni natalizie e ora si accinge a influenzare negativamente le relazioni all'interno della comunità scolastica. I dirigenti scolastici stanno raccogliendo le certificazioni per la quarantena dal personale e dalle famiglie. Dopo la decisione del consiglio dei Ministri, sono scattate tutte le azioni che dovrebbero garantire un rientro in presenza ma è solo una narrazione virtuale, spiacevole e incoerente”. La didattica in presenza è solo sulla carta. In migliaia di istituzioni scolastiche, ricorda Gissi, “ci sono elevati rischi di ripresa a singhiozzo, di attività didattiche per poche ore o solo per qualche classe”. Sono gli stessi dirigenti scolastici ad affermarlo, con una lettera aperta al Premier Draghi, un appello accorato che invita alla programmazione più che “alla decisione olografica”.

Anche sul fronte dei controlli non ci sono certezze. La Cisl Scuola chiede di non lasciare soli i dirigenti nella gestione di “una situazione oltremodo complessa, nella quale entrano in gioco fattori diversi, dalle norme sulla privacy al diritto all'istruzione, sui quali non si può procedere per improvvisazioni”.

“Anche sulla dotazione di mascherine Ffp2 occorre assicurare la disponibilità agli alunni - aggiunge Gissi -, tenendo conto che per i più piccoli è necessario disporre di formati adatti”. Anche le famiglie degli studenti, secondo la Cisl Scuola, “devono assicurare la massima collaborazione, anzitutto favorendo la più ampia copertura vaccinale”.

“Mai come in questo momento - afferma la segretaria della Cisl Scuola - serve un patto di corresponsabilità fra scuola e famiglia, nel quale se necessario si ponga un limite a ritrovi pomeridiani e aggregazioni all'esterno dando priorità alla frequenza delle attività scolastiche, facendosi parte attiva”.

Famiglie e scuole proveranno da lunedì a fare squadra. Ma il ritorno in presenza resta sulla carta. I dirigenti attiveranno comunque la Dad per necessità, così come è previsto nel protocollo per la sicurezza al fine di eliminare occasioni di contagio.

“E’ ancora una volta un modo per aggirare le responsabilità a livello di Governo - ha aggiunto Gissi -, scaricando le decisioni su chi vive i problemi e deve risolverli. Restiamo in attesa di una convocazione urgente del ministero. Non vorremmo leggere sull'ennesima circolare come si interpretano le norme”.

Ilaria Storti

( 7 gennaio 2022 )

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