Martedì 25 gennaio 2022, ore 18:28

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Regioni

Manovra: bilancio campano colpisce fasce più deboli

Una manovra che va nella direzione opposta a quanto chiesto nelle riunioni della commissione bilancio e che non è affatto a favore dei più deboli. Quello in questione è il bilancio per il triennio 2022/2024 della Campania e ad essere messo sotto “accusa” dalla Cisl è il capitolo riguardante l'aumento delle aliquote Irpef. Una manovra da 90 milioni di euro concentrata, a detta della Regione, sulla semplificazione amministrativa e procedimentale, indispensabile per l'utilizzo dei fondi del Pnrr e per la sburocratizzazione dei servizi ai cittadini, oltre a garantire sostegno alle politiche regionali per le fasce sociali più deboli e vulnerabili, con un fondo sociale di 12 milioni di euro. Una legge che per il sindacato, invece, avrà un impatto molto forte dopo l’aumento delle addizionali regionali Irpef che da un’aliquota unica passano ad aliquote progressive per scaglioni di reddito. Progressività che causerà un aumento indiscriminato delle tasse a partire dai 20mila euro in su, mentre le fasce più basse avranno un effetto di riduzione minimo, andando a colpire la fascia medio/alta e, quindi, lavoratori e pensionati. “La nostra Regione si conferma tra quelle con i più elevati livelli di tassazione a carico dei campani che non beneficeranno degli effetti della riforma fiscale nazionale, afferma Doriana Buonavita, segretaria generale Cisl Campania. “Da troppo tempo i cittadini campani sono sottoposti ad una pressione fiscale tra le più alte d’Italia, il piano di rientro dal deficit sanitario, i piani di riequilibrio, i vincoli legati al patto di stabilità interno hanno spremuto fino all’osso le finanze della collettività, chiedendo sforzi notevoli soprattutto alle famiglie che versano in condizioni di maggiori difficoltà economico-finanziarie. E’ da anni che, carte alla mano, chiediamo la possibilità di rivedere le aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef, prevedendo dei tagli in favore dei redditi più bassi secondo una logica di progressività socialmente sostenibile”. Inoltre la Cisl aveva chiesto che le risorse, che sono voci di costo sugli investimenti e che potrebbero essere liberate con l’intervento dei fondi europei e del Pnrr, servissero principalmente a calmierare quelle criticità sociali che assillano la regione. “Ovviamente il criterio della progressività doveva essere mantenuto- continua Buonavita - ma ci sembrava estremamente importante in una platea dove aumenta il numero dei precari, dei lavoratori licenziati, in cassa integrazione e in naspi. Le priorità di questo governo regionale, invece, non riguardano la riduzione dei costi della politica, ma unicamente l’aumento delle tasse a carico dei cittadini e dei pensionati”. Decisioni inoltre che per la Cisl sono state assunte in maniera unilaterale, senza aver consultato prima le parti sociali. "Purtroppo si continua a non confrontarsi con le parti sociali o quantomeno si procede solo con comunicazioni a cose fatte, visto che l'invito per l'audizione del sindacato, con l'invio della documentazione, è avvenuto nello spazio di un week end”.
Raffaella Cetta

( 7 gennaio 2022 )

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