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Sanità

Patto Salute: passi avanti nella discussione tra Governo e Regioni

di Cecilia Augella

Finanziamento della sanità pubblica e rapporto tra Stato e Regioni al centro dell’incontro di mercoledì tra il ministro della Salute Giulia Grillo e i rappresentanti delle Regioni, alle prese con la stesura del nuovo Patto per la Salute. "Su parecchi punti esposti abbiamo trovato la disponibilità da parte del ministro a venirci incontro", spiega Antonio Saitta, assessore alla Sanità Regione Piemonte e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni.

Il nuovo Patto per la Salute, sottolinea Saitta, "dovrà avere l'ambizione di guardare non solo al presente ma anche al futuro". Da questo punto di vista "è importante per le Regioni trovare un accordo su alcuni principi di fondo, contenuti in un documento che abbiamo discusso oggi". Documento, precisa, che tocca soprattutto due nodi: "il delicato tema del finanziamento del Servizio sanitario nazionale, oggi insufficiente a realizzare gli obiettivi di salute per i cittadini e il rapporto tra Stato e Regioni, da impostare secondo un ruolo di coordinamento, non invasivo, da parte del Governo". intanto, sempre mercoledì, sono riprese le trattative per il rinnovo dell’Accordo collettivo nazionale 2018 di medicina generale. Per Intesa Sindacale erano presenti Nicola Paoli, (Cisl Medici), Pasquale Ortasi (Simet), Antonio Fania (Sumai) e Francesco Giacovelli (Cgil). Alle quattro organizzazioni sindacali della medicina generale maggiormente rappresentative è stato presentato il nuovo coordinatore nazionale Sisac, Antonio Maritati, che ha mandato per arrivare alla conclusione delle trattative. Intesa Sindacale ha posto l’accento sulle aggregazioni funzionali che a tutt’oggi sono diverse tra Regioni e Province autonome, non in linea con l’accordo nazionale. Secondo punto la disponibilità economica necessaria per gli aumenti fermi da oltre otto anni. Altri argomenti sottolineati da Intesa Sindacale sono i capitoli riguardanti le violenze nella continuità assistenziale, la definizione del capitolato riguardante l’Emergenza Sanitaria Territoriale (su cui si insisterà per il passaggio alla dipendenza) e la medicina penitenziaria, i giovani che le aziende pescano dalle graduatorie nuove. Infine abbiamo espresso le nostre perplessità sulle certificazioni Inail, incomprensibili nella attuazione della finanziaria di dicembre e che necessitano per lo meno di un accordo sindacale comune tra Inail, Sisac e organizzazioni sindacali della medicina generale. Da parte Sisac, siamo stati messi al corrente che tra le dodici priorità elencate per l’avvio dei lavori c’è pronta anche la trattazione sull’APP (anticipo prestazione previdenziale) riguardante l’affiancamento di un medico giovane ad un medico di assistenza primaria che abbia titolo per un potenziamento anticipato.
Il prossimo appuntamento in Sisac è stato fissato per il prossimo 14 marzo dove si entrerà nel vivo delle trattative.

 

( 28 febbraio 2019 )

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