Mercoledì 12 giugno 2024, ore 17:13

Tecnologia

Preoccupati ma non disperati. I lavoratori italiani di fronte all’IA

Preoccupati ma non disperati. E’ questo in sintesi il sentimento che i lavoratori italiani esprimono di fronte all’avanzata inarrestabile dell’Intelligenza artificiale nel mercato del lavoro. Il dato è contenuto in una indagine realizzata da Linkedin su un campione di lavoratori italiani su cosa pensano dell'IA. Il risultato è che sono ”sì preoccupati - soprattutto i più giovani - ma non troppo”. Il 33% dei lavoratori in Italia si sente sopraffatto dal possibile impatto dell'IA sul proprio lavoro, contro il 39% dei professionisti su scala globale mentre, nel mondo, 9 professionisti su 10 sono comunque curiosi ed entusiasti di poter utilizzare questa nuova tecnologia. ”In Italia, il 60% dei lavoratori si dice convinto che l’IA diventerà un aiutante invisibile - di cono i ricercatori di Linkedin - in grado di agevolare il lavoro quotidiano”. I timori rispetto all’IA variano a seconda dell’età: ”Forse per una maggiore consapevolezza del mezzo, i nativi digitali, e nella fattispecie la GenZ, sono i più preoccupati del possibile impatto sul proprio lavoro ma, in questo caso, è il 44% degli intervistati nella fascia di età 16-26 anni a dichiarare di sentirsi sopraffatto. Il 58% di loro vorrebbe imparare a utilizzarla, ma non sa come accedere a questo know-how”. Paradossalmente, i più ”anziani” sembrano meno preoccupanti dei più giovani e c’è la convinzione che con la formazione e l’aggiornamento professionale delle mansioni svolti con l’aiuto dell’azienda si possa agganciare la transizione e la trasformazione del proprio ruolo. ”Baby boomers e Gen Y sono meno allarmati, con rispettivamente il 31% e il 32% che condivide questo senso di sopraffazione nei confronti dei cambiamenti dettati dall’IA. - si legge nella ricerca - Se si guarda al genere, però, ci sono differenze: più di 7 uomini su 10 a livello globale (73%) vedono nello strumento un alleato sul lavoro, convinzione condivisa dal 65% della controparte femminile”. In linea generale, le aree in cui gli italiani vedono le maggiori opportunità di progresso con il ricorso all’Intelligenza Artificiale sono l’accesso più veloce al sapere e all’informazione (29%), l’aumento della produttività (28%) e la velocizzazione dei lavori di sintesi (23%). L’indagine di Linkedin è stata svolta anche in altri paesi per fotografare eventuali differenze di sentimento e percezione da parte dei lavoratori. Ebbene, al di fuori dell’Italia, ”la convinzione dei lavoratori che l’Intelligenza artificiale possa costituire un valido supporto sul lavoro è condivisa da Stati Uniti (66%), Brasile (86%), Arabia Saudita (85%) e India (90%)”. In Europa invece la percentuale è significativamente minore: ”spagnoli e italiani, però, sono tra i più entusiasti”.
An. Ben. 
 

( 18 settembre 2023 )

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