Giovedì 1 dicembre 2022, ore 7:09

Lavoro

Rider: in corsa a rischio della vita

Il giorno dopo la sua morte l’azienda ha disattivato il suo account, interrompendo il rapporto “per il mancato rispetto di termini e condizioni”. Poi si è scusata con i parenti di Sebastian Galassi, il rider fiorentino di 26 anni morto per le conseguenze di un incidente durante il turno di consegne di sabato sera: è un messaggio “inviato per errore”, “partito in automatico” avrebbero spiegato da Glovo. Sta tutta qui, in fondo, la condizione dei rider: cottimisti moderni il cui destino è affidato a un algoritmo, il "tempista" 4.0. Che mette in fila i chilometri percorsi, il tempo impiegato e poi, se non sei stato abbastanza veloce, ti "declassa", così lavorerai e guadagnerai di meno. Senza preoccuparsi neppure del perché ciò sia avvenuto. Ed è proprio contro questo meccanismo che si dirigono molti dei commenti che si susseguono in queste ore a Firenze. “Va superato questo sistema perverso” dicono Cisl, Fit e Fisascat Firenze-Prato. “I rider devono poter parlare con qualcuno di umano sul luogo di lavoro, devono potersi confrontare, devono poter condividere i rischi ed i pericoli del proprio mestiere: basta rimandare tutto a calcoli matematici.” Anche la Cgil fiorentina (che insieme a Filcams, Nidil e Filt ha proclamato sciopero per oggi e convocato un presidio alle 18 in piazza Sant'Ambrogio) chiede “un modello retributivo che superi la paga a cottimo e assicuri un corretto inquadramento contrattuale, così come sancito dalle sentenze che in questi mesi sono state emesse da più tribunali.” Il Consiglio comunale di Firenze ha osservato ieri un minuto di silenzio in ricordo di Sebastian, mentre il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ricorda i “provvedimenti legislativi” adottati dal Consiglio regionale toscano, “ma - osserva - è evidente che occorre andare ancora oltre: occorre una legge nazionale che ponga i rider fra i lavoratori con tutte le tutele del contratto nazionale.” Proprio al contratto fa riferimento in una nota la Fit nazionale che allarga il campo e ribadisce che “le società aderenti ad Assodelivery e la stessa associazione devono aprire immediatamente un confronto con le organizzazioni sindacali, per procedere a garantire una stabilizzazione contrattuale attraverso l’applicazione del contratto di settore” il Ccnl merci e logistica. In Toscana nei mesi scorsi si era arrivati anche alla firma di un protocollo in materia, in cui erano previste per i rider una serie di tutele, a cominciare da diritti sindacali e norme di sicurezza; per questo la Fit Toscana chiede che “la Regione riconvochi il tavolo per verificare con i firmatari gli avanzamenti dell’accordo ed eventualmente individuare i correttivi necessari, per arrivare davvero all’applicazione del contratto nazionale di riferimento per tutti i rider, strada maestra per garantire a questi lavoratori maggiori tutele e diritti.” La Cisl Firenze-Prato allarga il ragionamento: “Questa tragedia – spiega il segretario generale Fabio Franchi – ci riporta ad una realtà di cambiamento: i nuovi lavori esplosi con prepotenza negli ultimi anni, non si svolgono più dentro a delle mura circoscritte, con macchinari definiti e zone a rischio ben delineate; i nuovi lavori ci costringono tutti a ripensare le regole di questa complessa normativa della ‘salute e sicurezza’. Serve formazione fino dall’età scolare, formazione durante tutta la vita del lavoratore, che si tratti di un lavoro a tempo indeterminato o un lavoretto per pagarsi gli studi. La sicurezza non è occasionale anche se a volte lo è il lavoro. Devono aumentare i controlli, devono aumentare gli organici delle aziende ispettive, devono aumentare le sanzioni, dobbiamo aumentare la contrattazione con le imprese. Dobbiamo dire no al modello produttivo di chi fa prima e chi costa meno. La tecnologia con le sue nuove forme di lavoro, deve essere al servizio dell’uomo, non un ostacolo.”

Alberto Campaioli

( 4 ottobre 2022 )

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