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Sicurezza bocciata: risorse vero banco di prova

Un crollo ogni quattro giorni di scuola, tre scuole su quattro senza agibilità statica, solo una su venti in grado di resistere ad un terremoto. E’ quanto emerge dalll’ultimo Rapporto sulla sicurezza delle scuole, presentato recentemente da Cittadinanzattiva. Crescono gli investimenti per lamanutenzione ad opera degli enti proprietari, Comuni e Province: si parla in media di 50mila euro ad edificio per interventi di manutenzione ordinaria e di 228mila euro per quelli straordinari, ma il divario fra le varie realtà regionali è notevole. E’ uno dei dati al centro della riflessione della Giornata Nazionale per la Sicurezza nelle Scuole che si è celebrata ieri con oltre 500 eventi in tutta Italia. Una data simbolica, scelta, dal 2015, come Giornata di riflessione e attività, in memoria di Vito Scafidi, lo studente morto a Rivoli nel 2008 per il crollo di un controsoffitto della sua aula scolastica.

Un altro dato arriva dall’Anmil: nell’anno scolastico 2016-2017 sono stati oltre 75 mila gli infortuni più o meno gravi occorsi a studenti in ambito scolastico. Un andamento che, seppure lentamente, registra comunque un continuo calo: erano infatti circa 90.000 nell'anno scolastico 2012/2013.

Ieri la firma del protocollo per la sicurezza degli edifici scolastici tra ministero dell’Istruzione, Ministero dell'Economia, Banca europea degli investimenti, Gruppo Cassa depositi e prestiti e Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa. Spiega il ministro dell’Istruzione Bussetti: ”Le risorse che siamo già riusciti a mettere a disposizione sono notevoli, sono 3 miliardi e mezzo su 7 che verranno destinati alle scuole con una procedura semplificata per adeguamento antisismico, la revisione delle normative riferite alla sicurezza e per ridare maggiore sicurezza agli edifici scolastici”. Con l’Asi è stata fotografata la situazione degli edifici scolastici, poi sarà necessario elaborare i dati per verificare eventuali spostamenti o cambiamenti nella strutturazione degli edifici. A giorni i primi risultati.

Per la segretaria generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi, ”in attesa che i provvedimenti ricordati producano il loro effetti per affrontare rischio sismico e di alluvione, la mancanza dei certificati di agibilità statica e l’urgenza di miglioramenti strutturali, occorre intervenire con urgenza ed immediatezza anche sulla manutenzione ordinaria delle scuole; più della metà degli edifici è stata realizzata prima degli anni Settanta”. Conclude Gissi: ”La corretta e chiara ripartizione delle competenze in materia di sicurezza negli edifici scolastici e la corresponsabilità dei rappresentati degli enti locali nella stesura del documento di valutazione del rischio sono a nostro parere condizioni concrete ed essenziali perché sia assicurato un sistema di prevenzione sostanziale e non puramente formale, perché le celebrazioni siano meno amare”.

Artcolo integrale domani su Conquiste tabloid

( 22 novembre 2018 )

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