Imprenscindibile: è l’aggettivo che meglio rappresenta in sintesi i risultati del nono rapporto dell’Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile di Lifegate che ha intervistato un campione rappresentativo della popolazione di 1.100 persone. La sostenibilità è una cosa seria. Di questo gli italiani sembrano ormai convinti. ”Nel 2015 il 40 per cento dei nostri connazionali la bollava come una moda passeggera e un altro 12 per cento era indeciso: sommando questi due dati, si superava quindi la metà della popolazione. - si legge nel rapporto - Nel 2023, scettici e indecisi sono una netta minoranza: per il 68 per cento degli italiani la sostenibilità è un tema sentito”. I temi della sostenibilità e della transizione energetica coinvolgono 39,5 milioni di italiani, cioè il 79 per cento della popolazione. Il balzo in avanti è di ben sei punti percentuali in un anno. Sulla crisi climatica, si dicono preoccupati l’85 per cento mentre l’86 per cento e che chiede di sostenere la battaglia contro i cambiamenti climatici. Molto sentito il tema energetico. ”Le energie rinnovabili e la transizione energetica sono diventate temi prioritari: rispettivamente il 78 per cento e il 52 per cento degli italiani ne hanno già sentito parlare (un dato, quest’ultimo, che cresce di 7 punti percentuali rispetto all’anno precedente)”. Inoltre, gli italiani sostengono quasi all’unanimità (90 per cento) che il passaggio all’energia verde sia una ”priorità”. E, verso il maggiore risparmio, viene condivisa anche linea dell’efficienza energetica degli edifici: secondo i risultati dell’Osservatorio, il 33 per cento sarebbe disposto a pagare di più per un sistema di riscaldamento efficiente, mentre il 22 per cento spenderebbe di più per prodotti con funzionalità di domotica orientate al risparmio energetico. Un dato significativo di quest’anno è ”l’aumento delle persone che considerano prioritario ripristinare le vecchie centrali nucleari e costruirne nuove: si arriva al 17 per cento, con un balzo in avanti di sei punti percentuali sull’anno precedente”. Un dato che farà discutere in un Paese che lo ha rifiutato con i referendum nel 1987 e 2011. Anche il tema della mobilità elettrica è molto sentito dagli italiani considerando che, ”a partire dal 2035, tutte le nuove auto e i van destinati al mercato europeo dovranno avere emissioni zero, in conformità alle direttive europee che puntano a rendere il settore dei trasporti completamente sostenibile entro il 2050”. Ebbene, ”se da una parte il 71 per cento degli italiani pensa sia giusto che un paese incentivi l’acquisto di autoveicoli elettrici, nella pratica sono ancora poche le persone che hanno fatto il passo di utilizzarne regolarmente uno (solo il 9 per cento)”. I dati sull’utilizzo dell’auto elettrica registrano un crescente pessimismo legato alla paura dell’aumento dei costi di acquisto.
An. Ben.

