Lunedì 8 marzo 2021, ore 13:49

Quotidiano di informazione socio‑economica

Governo 

Spostamenti, prolungato il divieto 

No alle primule, sì ai vaccini fatti dal medico di base. Il Governo punta a cambiare passo nella campagna vaccinale ma resta il problema degli approvvigionamenti.
Ma andiamo con ordine. E’ stato siglato il Protocollo d’intesa nazionale tra Governo, Regioni e i sindacati dei medici di famiglia Fimmg, Snami, Smi e Intesa Sindacale per il loro coinvolgimenrto nella campagna di vaccinazione anti-covid. Protocollo che arriva dopo alcune settimane di confronto e dopo che in metà delle Regioni si sono già fatti degli accordi.
L’intesa rappresenta in sostanza una cornice base entro cui si dovranno stipulare gli accordi specifici a livello regionale.
L’intesa prevede che “la platea dei soggetti da sottoporre a vaccinazione da parte dei medici di medicina generale, in relazione alla fascia di età, alle patologie, alle situazioni di cronicità, alla effettiva disponibilità di vaccini, nonché le modalità logistiche/organizzative per la conservazione e la somministrazione del vaccino” saranno disciplinate dagli accordi regionali. Per quanto riguarda l’approvvigionamento delle dosi di vaccino per ciascun medico di medicina generale “essa dovrà avvenire in tempi certi e in quantità tali da consentire ad ogni medico la possibilità di garantire ai propri assistiti le somministrazioni del vaccino, coerentemente alle diverse fasi della campagna vaccinale ed ai relativi target di riferimento”. Obiettivo evitare le carenze dell’ultima campagna di vaccinazione antinfluenzale.
Le Regioni però insistono nel dire che senza maggiori forniture di vaccini, è impossibile centrare l’obiettivo di una vaccinazione di massa entro l’estate. Quello che chiedono molti governatori è che si avvi la produzione in Italia. E ieri Matteto Slavini ha annunciato che il ministro Giorgetti convocherà per oggi le aziende farmaceutiche al ministero per ipotizzare una sovranità vaccinale italiana. Siamo ancora alle ipotesi. L’unica certezzza è non solo non ci sono dosi extra ma che tutti i produttori hanno tagliato le forniture. L’ultimo caso riguarda AstraZeneca.
“Rimaniamo sconcertati dagli improvvisi tagli delle forniture dei vaccini - ha detto ieri il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca -. Dal governo non ci dicono assolutamente niente, l'interlocuzione con l'attuale commissario è pessima e non abbiamo la possibilità di fare una programmazione”.
Un direttore generale di una Asl, ha spiegato ancora De Luca, “ad oggi, fine febbraio, non sa con certezza quanti vaccini avrà a marzo, questo vuol dire che se devi vaccinare un cittadino che deve avere poi il richiamo, devi pensarci venti volte perché senza garanzia che arrivi il vaccino tu crei un danno al cittadino”. De Luca ha anche fugato i dubbi su un possibile acquisto di dosi extra da parte della Regione Campania.

Ilaria Storti
 

( 22 febbraio 2021 )

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