Lunedì 6 dicembre 2021, ore 16:48

Quotidiano di informazione socio‑economica

Salerno-Reggio Calabria

Una storia infinita

Una storia infinita, quella della Salerno- Reggio Calabria: ancora oggi è aperto il capitolo dei 33 chilometri tra Cosenza e Altilia, su cui è intervenuto Giuseppe Lavia, segretario generale Cisl Cosenza, chiedendo di dare priorità all’ammodernamento.
Ma andiamo con ordine. Nei primi anni Sessanta il governo italiano decide di finanziare un'autostrada per collegare il resto dell'Italia alla Calabria, regione alla punta dello Stivale, estremamente isolata. Un lavoro completato nel corso di oltre cinquant’anni, invece dei tre inizialmente previsti, con costi moltiplicati rispetto alle stime iniziali.
Oggi l'autostrada A2, detta anche autostrada del Mediterraneo, è parte delle strade europee E45, E90 e E841. 442,2 km che rappresentano la continuazione dell'autostrada A3 e del raccordo autostradale 2, collegando Salerno a Reggio Calabria e passando per Cosenza e Vibo Valentia. 
Eppure i problemi ci sono ancora. Scrive in una nota il Segretario generale dell’Ust Cisl di Cosenza, Giuseppe Lavia : «Da quando è stata decretata la conclusione dell’adeguamento della nostra autostrada alle norme CNR 80 ( legislazione tecnica per progetti di redazione di strade), per l’intero tratto della autostrada “Salerno-Reggio Calabria”, da Cosenza ad Altilia, per 33 km non ammodernati, si è optato per interventi di manutenzione infiniti che comunque non garantiscono all’utenza standard di sicurezza veri, per l’impossibilità di migliorare i raggi di curvatura. In sostanza, da troppo tempo la circolazione è ad una sola corsia per senso di marcia. Il tratto, anche per via di difficoltà orografiche, tra valichi di montagna e livelli sfalsati senza interconnessione, è ormai diventato un incubo per gli automobilisti ed i relativi tempi di percorrenza si sono raddoppiati.» 
Da qui un appello ad Anas per l’accelerazione dei lavori, la realizzazione di percorsi alternativi e informazioni tempestive. «Non basta cambiare nome, da A3 in A2, per risolvere i problemi di quello che è il tratto più lungo e più trafficato non ammodernato di tutta l’autostrada» prosegue Lavia, che si rivolge anche al Presidente della Giunta regionale Occhiuto «perché rompa questo silenzio, aprendo una vertenza con il Governo per un vero ammodernamento del tratto autostradale Cosenza-Altilia».
Tuttavia l’arteria nota come Salerno-Reggio Calabria, in passato chiamata A3, anche se da anni il suo nome è A2 del Mediterraneo, da poco è considerata ciò che di fatto è: un’autostrada. Il collegamento tra lo snodo campano e la città dello Stretto è stata per decenni oggetto di interessi di cosche criminali, e simbolo di un Sud quasi senza speranza.
Ora potrebbe essere un modello di efficienza, perché lo scorrimento in generale è migliorato moltissimo e non ha i costi di molte altre autostrade al Nord.
Ulteriori interventi di revisione come quello nel tratto Cosenza-Altilia devono servire a completare questa efficienza, tanto attesa. In Calabria d’altronde si aspettano ancora l’alta velocità ferroviaria e migliori collegamenti aerei, altro fronte su cui occorre accelerare, per garantire un diritto alla mobilità uguale a tutti i cittadini italiani, parzialmente negato, dall’unità d’Italia ad oggi, a chi nasce da queste parti.
Da ultimo, la notizia di questi giorni dell’indagine della Procura di Catanzaro, che ha visto l’esecuzione di sei misure cautelari nei confronti di imprenditori e il sequestro, con facoltà d'uso, del viadotto "Bisantis", noto come ponte Morandi di Catanzaro, e della galleria Sansinato sulla Statale 280 dei due mari, per accertamenti di natura tecnica.
Disposta l'interdizione dall'esercizio della professione per un ingegnere dell'Anas (6 mesi) e per un geometra (9 mesi). I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinati dalla Dda di Catanzaro, hanno eseguito le misure cautelari in base a varie ipotesi di reato: trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio, corruzione in atti giudiziari, associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, con l'aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso in relazione fra l'altro, per i lavori di manutenzione straordinaria del ponte "Morandi" di Catanzaro e di un tratto della SS280 "dei Due Mari". 
Dalle conversazioni registrate emerge l'impiego nelle lavorazioni un tipo di malta di qualità scadente, più economico di quello inizialmente utilizzato. 
Anas tuttavia “conferma la sicurezza statica” del viadotto Bisantis e della galleria Sansisato, le due opere lungo la Statale 280 “dei due Mari” a Catanzaro coinvolte nell’inchiesta della Dda del capoluogo . Inoltre la società afferma di stare fornendo “tutta la necessaria collaborazione alle Autorità inquirenti” ed evidenzia che il sequestro è scattato soltanto su “alcune porzioni delle infrastrutture” che perciò “sono aperte al traffico” senza “impatto per la viabilità”.
Tutti i giorni il ponte viene percorso da moltissimi mezzi sia privati che pubblici: i pullman che da altre città portano i lavoratori e gli studenti pendolari a Catanzaro passano da lì.
Inevitabili i commenti a bordo: la gente è titubante, cerca di nascondere la preoccupazione. I tg che parlarono del ponte di Genova sono ancora vivi nel ricordo di tutti. Ma per andare all’Università o al lavoro non si può fare a meno di prendere il pullman e di passare sopra il viadotto Bisantis, ormai anch’esso tristemente salito agli onori della cronaca.
Elisa Latella
 

( 9 novembre 2021 )

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