Mercoledì 4 marzo 2026, ore 6:15

Economia

Vinitaly: dal 2 al 5 aprile 4.400 le aziende

Torna dal 2 al 5 aprile la più famosa “ambasciata” del vino, Vinitaly. La 55ma edizione del Salone internazionale dei vini e distillati riunisce quest’anno oltre 4mila aziende da tutta Italia e da più di 30 nazioni, e un contingente record che supera i 1000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.
Tra le 68 rotte di destinazione del vino italiano che convergeranno a Verona emergono, oltre alle consolidate piazze di Usa e Canada (complessivamente oltre 200 top client della domanda), i 17 Paesi dell’Asia, guidati da Cina (130 top buyer), Giappone, Corea del Sud ma anche Hong Kong e Singapore, i 12 dal Centro e Sud America, con Brasile e Argentina in testa, nove stati africani e una mappa europea a quota 26. “Garantire business e nuove opportunità commerciali per le aziende espositrici è la nostra priorità di azione, stiamo lavorando per avviare nuovi modelli di sviluppo per un Vinitaly più sempre più orientato sulla domanda internazionale e dal format efficientato”, ha spiegato in conferenza stampa l’amministratore delegato della SpA fieristica, Maurizio Danese.
In contemporanea, sugli oltre 100mila mq di esposizioni tra padiglioni fissi e tensostrutture, anche gli altri due saloni professionali “Enolitech con Vinitaly Design” e “Sol&Agrifood con B/Open e Xcellent Beers”, che allargando la manifestazione ai comparti dell’olio, delle birre e dei sidri, portano il totale espositivo a più di 4.400 aziende.
Le degustazioni previste in calendario sono oltre 80, ma ci sono anche i concorsi, come l’“International packaging competition - Vinitaly Design”, che premia il miglior packaging per trend, design e innovazione di vini, distillati, liquori, birra e olio extra vergine di oliva. Mentre dal 28 al 30 marzo è stata la volta del “5 StarsWines The Book” e “Wine without walls”, riconoscimenti per le aziende che investono nel miglioramento qualitativo dei propri prodotti.
Prosegue inoltre la distinzione tra operatori e winelover: i primi saranno in fiera, mentre i secondi in città, con accesso a mostre, eventi, degustazioni e wine talk realizzati nell’ambito dell’iniziativa “Vinitaly and the city”, in programma fino al 3 aprile.
Il settore vitivinicolo si conferma asset strategico per il Made in Italy. Dall’analisi presentata dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia è emerso che l’industry vinicola del Belpaese vale 31,3 mld, impegna 530mila aziende e 870mila addetti, ed è in cima alla classifica relativa alla bilancia commerciale del Made in Italy “tradizionale”, quello delle 4A da 200 mld di euro l’anno: abbigliamento, alimentare, arredamento, automazione.
Il contributo del vino – hanno spiegato Carlo Flamini di Unione italiana vini e Giuseppe Schirone di Prometeia, presentando la ricerca – non si limita alla filiera agroalimentare, ma si allarga al Made in Italy nel suo insieme: su 40 settori delle 4A, il vino, con un attivo della bilancia import-export di +7,4 mld di euro, si colloca al primo posto per livello del saldo commerciale, lasciandosi alle spalle altri campioni sia della moda che della meccanica strumentale.
Rossano Colagrossi

( 31 marzo 2023 )

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