Martedì 27 gennaio 2026, ore 21:52

Fdi, Rampelli: ombre nere su Meloni? Ma di che si parla...
Don Di Liegro venne nella sezione Colle Oppio a parlare di antirazzismo insieme a noi del dg

Roma, 12 ago. (askanews) - "Le accuse di 'ombre nere' a Fdi aprono il cassetto dei ricordi di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e tra gli ideologi di Fdi, nella cui sezione di Colle Oppio nacque la comunità politica che avrebbe dato i natali a Giorgia Meloni: «Rispondo - dice - con la mia amicizia con don Luigi Di Liegro. Ero segretario del Fronte della gioventù quando un comitato dei Parioli capeggiato da due parlamentari missini cercò di assaltare il suo centro per malati di Aids a Villa Glori. Io portai tutti i ragazzi del giovanile del Msi dentro il centro, per difenderlo. Il Fdg contro il Msi..., una pagina memorabile di una gioventù che era stufa della destra becera».

In questa legislatura «abbiamo risposto all'appello alla responsabilità con 4 anni di opposizione patriottica, senza mai prendere posizioni pregiudiziali in Parlamento, presentando proposte serie, spesso bocciate in prima¡ istanza poi letteralmente copiate nei decreti successivi, tanto da costringerci al voto favorevole. A Bruxelles proponemmo di congelare il Patto di stabilità per favorire la crescita: le reazioni da sinistra furono raggelanti e invece è accaduto, anche se stimolato dalla pandemia. Abbiamo proposto l'emissione degli eurobond e giù altre critiche, ma il Recovery fund gli somiglia molto».

«E sull'alleanza euroatlantica a difesa dell'Ucraina contro la violenza di Putin non abbiamo avuto dubbi. Dal Comitato per le settimane sociali agli appelli della società civile arrivano istanze chiare. Prendiamo la transizione ecologica: Fai ha avuto spesso delle titubanze rispetto alle linee europee. Gli impegni li abbiamo condivisi, pur con qualche distinguo legato all'eccessiva di pendenza dalle materie prime cinesi e dalla tecnologia tedesca che si configuravano con il "tutto fotovoltaico ed eolico", finché la Russia non ha invaso l'Ucraina con i carri armati e si sono messe in discussione le forniture di Gazprom, Tutte le nazioni europee hanno chiesto di aggiustare il piano di decarbonizzazione. Noi dobbiamo riprendere le estrazioni del gas domestico, diversificare le fonti, fare con l'Europa investimenti per ridurne consumi del 30%, accettando di ridimensionare gli appetiti dei grandi gestori di energia che in questi anni hanno totalizzato vergognosi extraprofitti sulla pelle di famiglie e imprese, mettere in campo un grande piano per un moderno sistema di riconduzione forzata nelle nostre centrali idroelettriche che ci forniscono già ora il 18% del nostro fabbisogno. E si tratta di fonti rinnovabili e sovrane. È anche per questo che riteniamo ci voglia un "tagliando" al Pnrr da parte dell'Ue».

( 12 agosto 2022 )

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