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Processo vaticano, il segretario: obbedivo al successore di Becciu
Mons. Pena Parra ha ereditato mons. Carlino dal predecessore

Città del Vaticano, 30 mar. (askanews) - "Non ho mosso un dito senza l'autorizzazione del superiore": è quanto ha sostenuto monsignor Mauro Carlino, segretario, per un primo periodo, di monsignor Edgar Pena Parra, dal 15 ottobre 2018 Sostituto agli Affari generali, nel processo vaticano sulla compravendita-truffa di un palazzo al centro di Londra con i soldi della Segreteria di Stato.

L'acquisto venne deciso all'epoca in cui Sostituto era il cardinale Angelo Becciu, imputato nel processo. Mons. Pena Parra, che non è imputato, ereditò inizialmente da Becciu il segretario, mons. Carlino, anch'egli imputato, accusato di concorso in estorsione perché secondo l'accusa, al momento di vendere il palazzo tramite il broker Gianluigi Torzi, "pur consapevole della assoluta illegittimità delle richieste avanzate da Gianluigi Torzi, ha contribuito a che quest'ultimo portasse a compimento il suo piano".

All'epoca in cui Becciu era Sostituto agli Affari generali, ossia numero tre della catena di comando dopo il Papa e il Segretario di Stato, nel 2014, la Segreteria di Stato decide di investire una parte dei fondi che gestiva in autonomia nell'Athena Global Opportunities, un fondo del finanziere Raffaele Mincione. Dal Credit Suisse di Lugano, all'epoca banca di riferimento della Prima sezione della Segreteria di Stato, partono 200 milioni di dollari: una parte servì ad acquistare il 45% dell'immobile (Mincione, che lo aveva acquistato in precedenza, conserva il restante 55%), una parte venne usata da Mincione per investimenti mobiliari che, ha scritto Vatican News, erano "in contrasto con le istruzioni della Segreteria di Stato" (l'acquisizione di società, la sottoscrizione di Bond emessi da società dello stesso Mincione, l'acquisizione di quote societarie di società del settore tecnologico quotate in Borsa e anche l'acquisizione di azioni di Banca Carige e Popolare di Milano). L'anno cruciale è il 2018. A maggio il papa toglie Becciu dalla Segreteria di Stato, e lo nomina prefetto della congregazione dei Santi. Ad agosto nomina suo successore il venezuelano Pena Parra, che entra in ufficio a ottobre. Rendendosi conto che il valore dell'investimento nel fondo Athena si è deprezzato, e gli altri investimenti hanno registrato perdite, il successore di Becciu, tra la fine del 2018 e la prima metà del 2019, decide di cambiare tutto: rilevare il 100% dell'immobile e cedere le quote della società di Mincione. I collaboratori di Pena Parra, ereditati da Becciu - tra di essi, Carlino - individuano per questa operazione l'intermediario Gianluigi Torzi, che già conosce Mincione. Il quale - sarà fermato e poi rilasciato la scorsa estate dalla magistratura vaticana - oltre a concordare una cifra di 44 milioni di euro che la Segreteria di Stato versa a Mincione a mo' di conguaglio, sempre tramite Credite Suisse, avrebbe ceduto la società subentrata come proprietaria dell'immobile, Gutt Sa, dietro versamento di altri 15 milioni di euro in due tranche. I due pagamenti avvengono l'1 e il 2 maggio 2019, a fronte di due fatture per prestazioni inesistenti emesse per 10 e per 5 milioni, e "alla fine di una estenuante trattativa condotta da diversi mediatori per conto della Segreteria di Stato", come ha scritto Vatican News.(Segue)

( 30 marzo 2022 )

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