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Lavoro

Colf e badanti: ok aumenti ma senza intesa con datori

Scatta da gennaio l’adeguamento al costo della vita delle retribuzioni di colf, badanti e baby sitter. Datori di lavoro e sindacati non sono riusciti a mettersi d'accordo su uno scaglionamento degli incrementi salariali. Per questo le retribuzioni dei lavoratori del settore domestico, adeguandosi all'inflazione, aumenteranno del 9,2%. In base a quanto previsto dall'articolo 38 del contratto nazionale, per i salari minimi del comparto è previsto un adeguamento al costo della vita secondo l'indice Istat all'80% per i salari e al 100% per le indennità di vitto alloggio. Le associazioni dei datori di lavoro avevano proposto di scaglionare gli aumenti dovuti agli assistenti familiari nel corso dell'anno, in modo da limitare l'impatto economico dei rincari sui budget familiari. Ma i sindacati, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs e Federcolf, non hanno accettato la proposta. "La contrattazione si conferma strumento risolutivo nel settore del lavoro domestico, dove le parti sociali, con lungimiranza, hanno definito un meccanismo volto ad adeguare le retribuzioni e in grado di preservare il potere di acquisto degli assistenti familiari" ha dichiarato la segretaria nazionale della Fisascat Cisl Aurora Blanca. E parlando del rischio di una recrudescenza del lavoro nero paventata dalle associazioni datoriali la sindacalista ha affermato che "tutti gli attori sociali dovranno congiuntamente impegnarsi maggiormente nel prossimo futuro. Il ruolo svolto dagli assistenti familiari - ha chiosato Blanca - è sempre più centrale e determinante in un Paese longevo quale il nostro, e necessita di una seria riflessione sulle politiche di welfare pubblico, nonché sulle misure volte al contrasto del lavoro sommerso".
La Fisascat Cisl precisa che l'aumento retributivo, per un assistente familiare che assista persone non autosufficienti inquadrato nel livello C super con decorrenza dal mese di gennaio 2023, è pari ad un incremento tabellare di 94,42 euro.
L'aumento retributivo, da riparametrare per gli altri livelli, va da un minimo di 61,10 per il livello A ad un massimo di 116,64 euro per il livello D super. L'adeguamento dei minimi tabellari aggiorna anche il sistema indennitario e mette in evidenza, in modo inequivocabile che, gli assistenti familiari per effetto del tasso inflattivo avranno una scarsa percezione degli aumenti, soprattutto coloro che effettuano la prestazione di lavoro in regime di non convivenza, ovvero per poche ore la settimana, i cui aumenti sono di pochi centesimi all'ora. Si passa dai 0,44 centesimi per il livello A ai 0,79 al livello D super.
"La nostra proposta di introdurre gli aumenti dai primi di marzo e non da gennaio per dare un minimo di respiro alle famiglie non è stata accettata - spiega il presidente di Assindatcolf e vice presidente di Fidaldo, Andrea Zini - anzi, c'è stato un rilancio in modo che a fine anno le famiglie avrebbero dovuto affrontare una spesa superiore a quella prevista dall'adeguamento automatico". Le associazioni datoriali "lavorano per mitigare, non per annullare gli aumenti" - soggiunge Zini - mettendo, infine, in guardia dal rischio che questa decisione scateni il ricorso al lavoro nero.
Ce.Au.

( 17 gennaio 2023 )

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