Domenica 23 giugno 2024, ore 3:14

Lavoro

Inalca e Gescar siglato nuovo contratto per 1000 addetti

Dopo otto anni di attesa per i lavoratori e di relazioni burrascose con le aziende per i sindacati, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil hanno firmato l'accordo per il rinnovo dei contratti aziendali per i 1.000 lavoratori del sito di Castelvetro di Inalca (colosso della lavorazione delle carni) e di GesCar, azienda di logistica controllata al 100% da Inalca stessa, che ne gestisce in appalto il magazzino. Come spiegano Daniele Donnarumma della Fai, Diego Bernardini della Flai, Ennio Rovatti della Uila, "gli accordi sanciscono innanzitutto un principio fondamentale e cioè che tutti i lavoratori dello stabilimento, siano essi dipendenti diretti dell'Inalca o lavoratori in appalto o somministrati, devono avere, anche dal punto di vista di quanto stabilito nei contratti aziendali, pari diritti e pari dignità". E' previsto inoltre "un notevole miglioramento economico rispetto al passato, a partire dal premio di produttività, il quale terrà conto di diversi parametri produttivi e di attenzione alla qualità, oltre che a fattori di apporto individuale e che, nei valori massimi, potrà arrivare ad oltre l'80% in più rispetto ai precedenti valori del premio per Inalca e al raddoppio per GesCar", aggiungono i sindacalisti. Tra le altre novità anche l'istituzione di una banca ore solidale per i lavoratori che volessero conferire le proprie ferie a favore dei colleghi in grave necessità e a cui l'azienda conferirà un proprio contributo fino al raddoppio delle ore versate. Infine viene fissata ad aprile del 2024 la scadenza per definire, nel caso questo non avvenga con la contrattazione collettiva a livello nazionale, un accordo sul cosiddetto "tempo tuta", ovvero i tempi impiegati dai lavoratori per la vestizione e svestizione dagli abiti da lavoro, "sancito ormai come diritto individuale da tutti gli orientamenti giurisprudenziali", sottolineano i sindacati. Che rilevano pertanto "una svolta nelle politiche aziendali rispetto al passato". 
Ora però, concludono Fai, Flai e Uil, "chiediamo ad Inalca di dimostrare fino in fondo un cambio di passo nelle relazioni sindacali e nei confronti dei propri dipendenti: rientri quindi nel contratto nazionale che non ha voluto sottoscrivere nel 2020 e si sieda a tavoli di trattativa per il nuovo rinnovo, aperti il 25 luglio a livello nazionale e ai quali l'associazione di Inalca, Assocarni, non si è presentata". 
Le "migliaia di lavoratori di Inalca degli stabilimenti del gruppo non vogliono un accordo separato, ma hanno diritto ad avere un unico contratto nazionale insieme a tutti gli altri lavoratori delle industrie alimentari", concludono le sigle di categoria. In questi giorni è stato rinnovato anche il contratto della ditta Motovario, azienda leader nei motoriduttori con sede a Formigine. Nell'accordo firmato da Fiom, Fim e Finmic sono tre gli aspetti in rilievo: una ulteriore riduzione dell'orario effettivo di lavoro, un aumento del salario di 60 euro e un incremento del premio di risultato di 200 euro, fino a 1.245 euro annui. Intanto, come segnala la Camera di commercio, i dati congiunturali del primo semestre 2023 evidenziano per la provincia di Modena una situazione complessa e differenziata nei diversi comparti. Manifatturiero metalmeccanica e biomedicale continuano a trainare la crescita ma gli altri settori presentano una dinamica meno sostenuta. Anche l'edilizia, che negli ultimi due anni aveva registrato un trend particolarmente accentuato, ha mostrato un rallentamento dello sviluppo. Nel terziario si attenua la dinamica, anche se restano in positivo tutti i comparti, in particolare alloggio, ristorazione e i servizi alle persone. 
Ce.Au. 

( 4 agosto 2023 )

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