Giovedì 1 dicembre 2022, ore 7:22

Lavoro

Sanità: contratto rinnovato per 550mila operatori sanitari

n rinnovo atteso da tempo, quello del contratto collettivo nazionale Sanità 2019-21. La firma è stata apposta mercoledì a Roma, presso l’Aran, alla presenza di tutte le sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil, Fials, Nursind, Nursing Up. Il rinnovo, che riguarda 550mila professionisti del sistema sanitario nazionale, tra i quali 277mila infermieri, opera una revisione del sistema di classificazione del personale, prevedendo cinque aree di inquadramento tra le quali un'area di elevata qualificazione. Le aree sono quelle relative a: personale di supporto; operatori; assistenti; professionisti della salute e funzionari; personale di elevata qualificazione (che al momento resta vuota). A ciascuna area fanno capo tre ruoli: sanitario (distinto rispetto agli altri ruoli nei quali confluisce il resto del personale); socio-sanitario; amministrativo, tecnico e professionale, della ricerca sanitaria e supporto alla ricerca. 
A completamento del sistema di classificazione, è prevista una rivisitazione del sistema degli incarichi, aumentandone la rilevanza. In ogni ruolo possono essere attribuiti i seguenti incarichi: incarico di posizione, per il solo personale inquadrato in area elevata qualificazione; incarico di funzione organizzativa, per il solo personale inquadrato nelle aree dei professionisti della salute e funzionari; incarico di funzione professionale, per il personale delle aree dei professionisti della salute e dei funzionari, degli assistenti e degli operatori. Gli incarichi dureranno 5 anni e saranno di tre tipologie: base, media ed elevata complessità e le indennità relative a quelli di media ed elevata complessità sono state integrate con importanti aumenti economici. E' stato delineato inoltre un nuovo regime delle progressioni economiche orizzontali prevedendo differenziali economici di professionalità. Di rilievo, secondo i sindacati, anche la nuova disciplina del lavoro a distanza nelle due tipologie di lavoro agile e lavoro da remoto, che sostituiscono la precedente tipologia del telelavoro. Sul piano del trattamento economico, l'accordo riconosce - a decorrere dal primo gennaio 2021 - un incremento medio a regime degli stipendi tabellari di 91 euro medi per 13 mesi ed una rivalutazione dei fondi destinati alla contrattazione integrativa di 12 euro mese per 13 mensilità. Per l'applicazione del nuovo sistema di classificazione professionale è stato inoltre previsto un ulteriore impegno finanziario delle aziende e degli enti del comparto di 13 euro mese per 13 mensilità. Il contratto istituisce l'indennità di specificità infermieristica per i profili di infermiere, l'indennità di tutela del malato e promozione della salute per altri profili del ruolo sanitario e socio-sanitario ed una specifica indennità destinata al personale operante nei servizi di pronto soccorso. Considerando anche le nuove indennità, l'accordo raggiunto consentirà di riconoscere incrementi medi, calcolati su tutto il personale del comparto, di circa 175 euro medi mese, corrispondenti ad una percentuale di rivalutazione del 7,22 per cento.
Molto importante la sottoscrizione del contratto del comparto, un riconoscimento più che dovuto ai lavoratori del settore. Commenta così la firma il leader Cisl, Luigi Sbarra. Ora però - sollecita - bisogna andare alla firma definitiva del contratto delle funzioni locali e rinnovare i contratti di istruzione, ricerca e aree dirigenza". Con il via libera definitivo si riconoscono aumenti e indennità specifiche ai professionisti che, in questi anni, si sono distinti in una fase drammatica della vita del nostro Paese. "E’un contratto fortemente innovativo - spiega anche il segretario generale della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli viene riscritto il sistema di classificazione, passando dalle attuali categorie alle nuove Aree, garantendo a tutto il personale nuove opportunità di crescita economica; definisce un nuovo sistema di incarichi, in grado di riconoscere competenze e responsabilità, completando quel percorso di innovazione avviato con il precedente rinnovo contrattuale; aggiorna il sistema indennitario ampliando la platea dei destinatari; riapre alla possibilità di accesso all’area superiore con selezioni interne; definisce nuovi diritti e consegna nuove opportunità alla contrattazione decentrata". "La sottoscrizione - conclude il segretario Petriccioli - non rappresenta per noi un punto di arrivo: il carovita e l’aumento dell’inflazione, la tassa più subdola che colpisce soprattutto chi vive solo del proprio salario, impongono un impegno inderogabile: proseguire nello sviluppo normo-economico del comparto per avvicinare i salari dei professionisti ai livelli europei, dando pieno riconoscimento - conclude - a chi opera nei servizi sanitari, socio-sanitari, socio-assistenziali del nostro Paese".
Ce.Au.

( 3 novembre 2022 )

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